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Il dribbling di... Mario Frongia

IL DRIBBLING DI… Mario Frongia. Cagliari, la Juventus non perdona

Per convinzione e approccio, Klavan e soci partono bene. Ma superiorità, organizzazione, fame di punti e forza fisica dei bianconeri scrivono il 2-0 firmato Ronaldo

Parti bene. Mostri i denti ai campioni d’Italia. Poi, ne prendi due in cinque minuti (Ronaldo, un marziano: otto gol, preso Ibrahimovic in A e superato Puskas con 746 reti in carriera: il prossimo è Pelè (767), poi c’è Romario (772), quindi Bican a quota 805) e la storia si chiude. Proviamo a leggerla col bicchiere mezzo vuoto questa sfida dello Stadium. Il centrocampo che filtra poco e va troppo spesso in affanno. La difesa, prima a tre, poi a cinque con la palla alla Juventus, Zappa e Tripaldelli: che fatica contro Cuadrado (ma se sei del ‘99…) si aggiungono sulle corsie esterne al trio PisacaneKlavanWalukiewicz, in apnea. Morale? Un ampio divario. Condito dalla sofferenza su velocità e tecnica dei bianconeri. E dai raddoppi che né RogOunas effettuano con i tempi giusti. Ci sarebbe Simeone e poca roba anche da JP10 che fallisce il primo filtro su Arthur (ma davvero il Barcellona ha fatto bene a privarsi del play brasiliano per avere Pjanic?) un gigante delle due fasi, capace di correre e dettare i tempi, palla col Bostik ai piedi. Insomma, salita ripida. Forse, Cr7 sarebbe stato meglio marcarlo a uomo e non a zona su palla inattiva. E i tifosi sui social urlano che “neanche il Crotone ha tirato così poco contro la Juve”. Ovvero, nonnetto Buffon in totale relax.

BICCHIERE MEZZO PIENO. Cagliari coraggioso, pronto a fare a botte, tecniche e agonistiche. Organizzato e preparato anche nell’andare a fare pressing alto, su De Light e Danilo, fino alla fine. Sul pezzo mentalmente, come si è visto in alcune ripartenze, battezzate e lavorate bene da Rog, Simeone e Ounas, con Marin sempre scolastico ma un filo meglio per inserimento nella manovra, Eusebio Di Francesco sa di aver toccato le corde giuste. O meglio, la squadra sta incamerando tossine positive per approccio e mentalità. Poi, se allo Stadium ci arrivi senza Godin e Nandez (sarebbe stato interessante capire quanta adrenalina imprevedibile l’esterno di Punta de l’Este avrebbe istillato nel match), con Lykogiannis in crescita, fermato da un acciacco rimediato con la Grecia, parti con il freno a mano tirato. Ma nella sconfitta non tutto è da buttare. E adesso, c’è lo Spezia.

MOSSE E SCELTE. Per dire, Oliva sta bene? E rientra nei piani del tecnico di Pescara, che lo inserisce all’80’? Dalle scelte, Marin in Irlanda con la Romania, giunto ad Asseminello sono giovedì alle 22.30, quindi a neanche 48 ore dalla partita con Cr7 e soci, pare che le gerarchie siano diverse. Di Francesco recupera Pisacane e lancia l’acerbo Tripaldelli (’99), schiera un 3-4-3 che si trasforma in un 3-4-2-1. Sottil gli subentra nella ripresa, buona performance. Il Cagliari non sbraca e tiene botta. Ma Buffon (atta eccezione per il volo inutile sull’incornata in gol di Klavan: annullato per fuorigioco di Marin, autore del cross) non sporca i pantaloncini. Riappaiono Carboni, lanciato da Zenga, e Caligara: approccio macchinoso e un’occasione sciupata. La Juventus risponde con Dybala e McKennie, ex Schalke04. A seguire, entrano Betancur, Alex Sandro e Chiesa. Illusioni quasi inutili, l’incontro è segnato. Ma questo Cagliari sta crescendo.

ASSENZE, STOP FORZATI E PRECEDENTI. Certo, Bonucci e Chiellini, piaccia o meno sono una delle coppie centrali più forti al mondo. E Ramsey è pedina di statura internazionale, per Pirlo di peso anche in zona gol. E il tecnico non li ha avuti. Ma per Di Francesco la “Febbre del sabato sera” è stata molto più cruenta. In casa Cagliari la lista degli assenti, tra Covid e infortuni, è stata molto più impattante su formazione, filosofia di gioco e possibili mutazioni in corso d’opera. Da Godin e Nandez fuori gioco causa positività e vicinanza, a Torino il club dei Quattro mori è sbarcato senza gli infortunati Ceppitelli, Lykogiannis, Pinna, Faragò e Luvumbo. Ma è chiaro che è stata l’assenza del duo uruguagio a complicare la nottata. Si volta pagina. In precedenza, solo con il Sassuolo DiFra ha battuto la Juve: il 28 ottobre 2005 il gol partita (1-0) è di Sansone. In totale, in undici sfide alla Vecchia signora il tecnico ha colto due pareggi e otto sconfitte. Nove con quella in rossoblù. Alla prossima.

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