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Stagione 2017/2018 – Una sofferta salvezza con El Jefe in panchina

Dopo la permanenza in serie A ottenuta con qualche mese d’anticipo, stavolta i rossoblù devono sudare, e tanto, per non tornare in cadetteria

ESTATE CALDISSIMA. La sede del Cagliari Calcio diventa una sorta di ufficio a porte scorrevoli. A cominciare dal direttore sportivo: via Capozucca, dentro Giovanni Rossi. L’ex Sassuolo, tanto bravo come talent scout, non si dimostrerà all’altezza del ruolo e verrà a sua volta sollevato dall’incarico a stagione neppure terminata. Massimo Rastelli viene ancora confermato nonostante le insistenti voci che volevano Cesare Prandelli prenderne il posto. Salutano Bruno Alves, Di Gennaro, Tachtsidis, Isla, Salamon, Gabriel e, soprattutto, Murru dopo tanti anni con la sua maglia numero 29. Arrivano in Sardegna gli esperti Cigarini ed Andreolli, ritorna Cragno dopo le ottime stagioni a Benevento, così come Cossu che, dopo il biennio ad Olbia, viene “omaggiato” dal presidente Giulini per chiudere la carriera con la maglia rossoblù. Per la fascia destra arriva l’ex PSG, Van der Wiel, che si rivelerà ben presto una sorta di meteora e verrà ricordato solamente per l’avvenenza della sua compagna.

BORRIELLO. Esplode quasi subito la grana dell’attaccante partenopeo. Dopo aver rinnovato il suo rapporto con la causa rossoblù, arriva la rescissione con conseguente accasamento alla Spal. I motivi? Mai chiariti del tutto, ma il tourbillion causato fu davvero clamoroso. Il Cagliari si ritrova ai nastri di partenza del campionato senza un centravanti titolare. Tommaso Giulini compie i salti mortali, ed investe la bella cifra di 13 milioni di euro per portare in Sardegna Leonardo Pavoletti dal Napoli.

LA SARDEGNA ARENA. Dato il definitivo addio al vecchio e glorioso Sant’Elia, viene realizzato il piccolo, ma confortevole fortino da 16.003 posti proprio a ridosso del precedente impianto. Un piccolo successo per un’impresa venuta alla luce in pochissimo tempo.

INIZIO SCONFORTANTE. Dopo otto giornate viene dato il benservito a Massimo Rastelli con uno score davvero poco invidiabile: due vittorie e ben sei sconfitte. Clamorose quelle interne contro due squadre in disarmo come Chievo e Genoa. Ma la verità è che il Cagliari non gioca, non corre, ergo non ottiene nulla. Pare che l’allenatore campano abbia perso di mano lo spogliatoio. Dopo i nomi di De Zerbi, Grosso, Iachini ed Almeyda, Tommaso Giulini opta per il ritorno di Diego Lopez, accolto dalla piazza come una sorta di salvatore. L’uruguaiano vara subito un cambio di modulo, e passa dalla difesa con 4 elementi a quella con 3. I risultati sono decisamente altalenanti: il Cagliari ottiene sì qualche vittoria, ma il gioco praticamente non esiste e sovente è proprio lo stesso Pavoletti che con la sua “testa”  toglie le castagne dal fuoco. Da paura certe performance con i 5 goal presi in casa contro il Napoli, i 4 presi dal Toro, e i 4 beccati a San Siro contro l’Inter.

DEBACLE IN COPPA ITALIA. Dopo aver battuto il Palermo in estate soltanto ai rigori, i rossoblù riescono nell’impresa di farsi eliminare dal sorprendente Pordenone di Salvatore Burrai. La Sardegna Arena vede i propri beniamini soccombere per 1-2 dopo una prestazione deprimente.

GRANA JOAO PEDRO. Il brasiliano viene trovato positivo all’idroclorotiazide, un diuretico proibito. Viene sospeso e di conseguenza i rossoblù continueranno buona parte della stagione senza un elemento importante. Rientrerà, per scadenza della stessa sospensione, per l’importante gara contro la Fiorentina.

ARRIVA CARLI. E’ il 10 aprile quando la società rossoblù, dopo aver dato il benservito a Giovanni Rossi, dichiara di aver ingaggiato ili caldo toscano per il ruolo di ds. La sua presentazione è emblematica: subito pugni sul tavolo per spronare la squadra in vista degli ultimi impegni.

FINALE AL CARDIOPALMA. Il sei maggio, terzultima gara di campionato, un goal di Under condanna i rossoblù alla sconfitta interna contro la Roma. Sembra il baratro, ma Lopez & Co. sono convinti di poter centrare l’impresa. Sette giorni dopo si va al Franchi ed un goal del solito Pavoletti su assist di Lykogiannis consegna alla squadra la serenità necessaria per affrontare l’ultima settimana del torneo. La certezza della permanenza in serie A arriva all’80’ della gara contro l’Atalanta, quando un colpo di testa di Ceppitelli regala i tre punti ai suoi.

 

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