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Matteoli: “Riva, il mio idolo. Anche gli altri ‘scudettati’ meritano giusto tributo”

Il campione di Cagliari, Inter e Nazionale ha rilasciato un’intervista al portale ufficiale dell’Osimana, in cui militò nella stagione 1979-80 prima di affermarsi

IDOLI. Gianfranco Matteoli, tra le più luminose glorie calcistiche della Sardegna, ha militato nel Cagliari dal 1990 al 1994. Un ritorno alle origini – nato a Nuoro ma originario di Ovodda – al tramonto della carriera, senza aver mai militato in precedenza in un club sardo. “Gigi Riva è stato il mio idolo d’infanzia. Sono cresciuto negli anni del grande Cagliari, è normale che sia andata in questo modo“.

RADIO. “Allora il calcio si poteva seguire principalmente alla radio, quindi i calciatori diventavano dei veri e propri miti, quasi degli extraterrestri di cui si sapeva poco o nulla. Crescendo, mi sono però reso conto di una cosa: che il grande Cagliari non era solo Riva. In quella squadra militavano altri elementi molto forti per l’epoca, i quali hanno avuto semplicemente un’eco inferiore al bomber“, ha affermato Matteoli.

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1 mese fa

Assolutamente SI!!! i nostri CAMPIONI, non li dimenticheremo MAI!!!📢
Grazie di tutto ❤️💙👊

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1 mese fa

Creata da una poesia che Gianluca Lindiri aveva dedicato a Rombo di Tuono.

Naufrago
Naufrago
1 mese fa

Uno dei più forti dopo Riva era probabilmente Cera. Un centrocampista da nazionale, che seppe reinventarsi libero, contribuendo ai record che resistono ancor oggi, reinventandone i compiti del ruolo ed aprendo la pista al modo di giocare dei liberi successivi.
Era anche uno dei giocatori più combattivi e l’unico che voleva e poteva limitare Riva in allenamento. Per evitare dei conflitti che sarebbero stati inevitabili, in allenamento Scopigno non li metteva mai in squadre opposte.

Riki Brando
Riki Brando
1 mese fa
Reply to  Naufrago

E dove metti Domenghini, Albertosi, Nené? Era una squadra stratosferica senza punti deboli.

Naufrago
Naufrago
1 mese fa
Reply to  Riki Brando

Non significa che non ci fossero gerarchie. Presumendoli alla pari, non li alzi al livello del più forte; li abbassi al livello del più scarso. Per questo ci si ricorda solo di Riva.
Ripeto:
1) ha guidato una difesa che fece un record ancor oggi imbattuto
2) ha inventato un nuovo modo di fare il libero ed in tanti hanno replicato quell’approccio al ruolo (da Krol a Beckenbauer, da Scirea a Baresi, e scusa se è poco)
3) era l’unico che teneva testa a Riva e da cui Riva accettava la sfida

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