Alessandro Romano è uno dei nomi nuovi della Serie A e della Nazionale italiana, profilo estremamente interessante e capace di attirare su di sé – nel giro di poche settimane – una grandinata di attestati di stima. In realtà, la vicenda attuale del ragazzo nato in Svizzera e protagonista del Cagliari di Pisacane è l’emblema di un costume tutto nostrano. Ovvero, la pessima abitudine di innalzare con eccessiva facilità un calciatore all’attenzione generale, senza che ci siano riscontri minimamente sufficienti.
Qualità evidenti
Chi scrive quest’articolo ha avuto il privilegio di osservare da vicino il ragazzo negli allenamenti quotidiani durante il ritiro estivo lombardo del Cagliari. Non essendo particolarmente avvezzo a sbilanciarsi, il giornalista in questione si è affidato alle sue sensazioni e alla sua esperienza, sporgendosi un pochino oltre e affermando a pochi amici appassionati: “Segnati questo nome: Alessandro Romano“, quale possibile sorpresa positiva della stagione del Cagliari.
Se un calciatore ha quel “qualcosa” in grado di risaltare all’occhio velocemente, c’è poco da equivocare: c’è o non c’è. Alessandro Romano ha gamba, ottima fisicità, sinistro capace, attitudine alla verticalità, carattere e non ha timore di cercare la conclusione in porta. Doti già apprezzate nella Primavera della Roma, confermate allo Spezia pochi mesi fa e sotto gli occhi di tutti ora a Cagliari. Tutto ottimo, fantastico, consolatorio visto il piattume che spesso ha accompagnato il calcio azzurro degli ultimi anni. Però, bisogna citare un vecchio tormentone di Luca Dirisio: “Ci vuole calma, e sangue freddo“.
Appena 451 minuti in Serie A: troppo pochi
Facile è arrivare, difficile è restare. Un concetto che solo il futuro potrà dipingere per Romano. Vado controcorrente. C’è assoluta sproporzione tra l’attenzione nei confronti del ragazzo – di cui si trova traccia ormai tutti i giorni sui media, addirittura parlando di mercato – e ciò che ha dimostrato finora. Signori, il pur bravo Alessandro conta appena 451 minuti giocati in Serie A (di cui 6 nella Roma). La pressione, se si vuole stare a certi livelli – tanto nel massimo campionato italiano, quanto nella Nazionale azzurra maggiore – deve esserci, d’accordo. Ma così non è un po’ troppo e si rischia di affibbiare aspettative eccessive a un ragazzo di 20 anni con 7 presenze e un gol in Serie A?
Lasciamolo giocare. Senza esagerare
Attenzione: il sottoscritto sarà felicissimo se quelle impressioni estive a Temù verranno confermate dai fatti. Però, nel frattempo, lasciamo crescere i giovani con gradualità con un pizzico di buon senso. Devono poter sbagliare, provare, riprovare, per alzare il proprio livello. Invece è bastato un esordio in Nazionale non tra i più spettacolari per stroncare Romano, in un’Italia decisamente bruttina contro il Belgio, per far alzare un gigantesco polverone di pareri contrastanti. Quasi come a dire: “Tutto qua?”.
A prescindere dalla carta d’identità, il merito si guadagna sul medio-lungo periodo e grazie a una certa costanza di rendimento. Forza Romano, però lasciamolo giocare: non ha ancora fatto nulla e il tempo è tutto dalla sua parte. Ragionamento che sarebbe valso anche al contrario, per non correre troppo se tutto fosse andato ancora più velocemente e alla grande.
Il profilo tracciato da Pisacane
Non esageriamo. Stemperiamo l’argomento in coda, ricordando le parole di Fabio Pisacane: “Non c’è bisogno di tenerlo con i piedi per terra, è un ragazzo che sa cosa vuole. Non è ancora completamente conscio delle sue potenzialità“.
Anche per attitudine e serietà mostrata finora, difficile che il giovane di Winterthur si monti la testa. Aspettiamolo.



Intanto Mancini non lo ha convocato per domani. Personalmente – visto quanto accade da una settimana – la trovo una pessima idea. Convocalo e non farlo giocare, anche se c’è ancora Italia-Turchia lunedì. Altrimenti alimenti polemiche evitabili sul ragazzo.
I giornalai al servizio dei padroni ne parlano male affinché il prezzo sia più basso… Godiamocelo perché credo che il prossimo anno sarà uno degli uomini mercato, sperando che, in caso di cessione, non venga svenduto.
I fatti lo stanno già dimostrando: è in ottimo calciatore, a prescindere dal passaggio sbagliato in nazionale.
Cagliari è l’ ambiente ideale e più giusto x il giovane Romano di maturare e crescere calcisticamente.
Ha praticamente tutto il campionato ancora x dimostrare le sue qualità ed il suo valore.
Concordo con il Giornalista Ornano :
Aspettiamolo !!!!!!
La fretta spesso è cattiva consigliera, in Nazionale va gestito al meglio senza mandarlo inutilmente allo sbaraglio.
Le qualità,a mio avviso, in queste 5 partite le ha dimostrate. Poi ovviamente si deve confermare, certo, ma certe sue qualità si sono intraviste