La seconda puntata di “Rossoblù Senza Frontiere” riporta indietro al 2011, quando il Cagliari scommise su Moestafa El Kabir, attaccante marocchino con cittadinanza olandese arrivato in prestito dal Mjällby.
L’inizio sembrò quasi scritto per un film. L’11 settembre 2011, all’Olimpico contro la Roma, El Kabir entrò nel finale e pochi minuti dopo firmò il gol del momentaneo 2-0 rossoblù. Il Cagliari vinse poi 2-1 e il nuovo arrivato si presentò alla Serie A nel modo più rumoroso possibile.
Sette presenze e tanti problemi fisici
Quel lampo, però, rimase quasi isolato. La stagione di El Kabir venne pesantemente condizionata dagli infortuni, che gli impedirono di trovare continuità. Chiuse l’esperienza cagliaritana con appena 7 presenze e un gol in Serie A, per poco più di 140 minuti complessivi.
Il Cagliari decise di non esercitare il diritto di riscatto. Nell’estate 2012 l’attaccante fece quindi ritorno al Mjällby.
Una carriera da giramondo
Da quel momento iniziò un lungo viaggio calcistico. El Kabir tornò protagonista soprattutto in Svezia, dove con l’Häcken segnò con continuità, ma giocò anche in Arabia Saudita, Turchia e Giappone.
Tra le maglie indossate figurano quelle di Al-Ahli, Gençlerbirliği, Sagan Tosu, Antalyaspor, Ankaragücü, Kalmar, Rizespor, Örgryte ed Erzurumspor. Una carriera nomade, con la Scandinavia sempre presente come porto sicuro.
Che fine ha fatto oggi El Kabir?
La risposta ci porta ancora nel mondo del calcio, ma dall’altra parte della scrivania. Dopo aver concluso la carriera professionistica nel 2022, El Kabir ha intrapreso l’attività di agente FIFA, lavorando attraverso la MEK Sports Agency nella rappresentanza e nella gestione di calciatori.
Il Cagliari, dunque, rimane un capitolo brevissimo della sua storia. Ma quel gol all’Olimpico continua a funzionare come una fotografia ingiallita e ancora nitida: un debutto folgorante, sette presenze complessive e la sensazione di una storia che avrebbe potuto prendere tutt’altra direzione.


