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Articolo del Tifoso – I supporters rossoblù, divisi tra celliniani e giuliniani

Pubblichiamo l’articolo di un nostro lettore: l’eterno contraddittorio tra sostentori di Cellino e quelli di Giulini. Chi avrà ragione?

Noi tifosi del Cagliari siamo molto lunatici, ammettiamolo! Capita di esaltarci per un 1-0 col Frosinone, di disperarci sei giorni dopo per una prevedibile sconfitta all’Olimpico.

Proprio per questo carattere che abbiamo, chi più chi meno, sono sempre nate due fazioni di pensiero su qualsiasi argomento, anche il più insignificante, che riguardasse i nostri amati colori rossoblu. Non è forse vero? Rinuncio persino a fare degli esempi. Ma ce n’è uno in particolare che, con la lucidità della sosta estiva, mi viene in mente: celliniani contro giuliniani.

Eppure i due presidenti hanno molto in comune, anche se a prima vista non sembrerebbe. Hanno preso il Cagliari in giovane età, erano/sono molto ambiziosi (almeno negli intenti), sono grandi conoscitori di calcio (sì, qualche errore l’hanno fatto) e soprattutto hanno guidato/stanno guidando la società al meglio delle proprie possibilità e capacità.

Cellino è da apprezzare per aver mantenuto per vent’anni il Cagliari nel calcio che conta, con una gestione sorprendentemente oculata. Non è poco: si pensi alle traversie di tante squadre blasonate. Sì, abbiamo fatto qualche anno in B, ma ci sta. E poi a quanti allenatori e calciatori diventati grandi: tanti. Uno per tutti: Davide Astori.

Cellino invece non è da apprezzare, fondamentalmente, per i suoi umanissimi difetti. Che, in fondo abbiamo tutti, magari in modi diversi. Appunto, è il carattere lunatico di noi tifosi. La questione dello stadio poteva sicuramente essere gestita meglio. Il rapporto con qualche allenatore pure. Così come quei cali deprimenti nel rendimento della squadra nei gironi di ritorno. Ma complessivamente Cellino ha fatto del suo meglio. Forse qualcuno di noi avrebbe potuto fare di più, il problema è che sono troppi a pensarlo di sé stessi.

Cellino, in pratica, si rende conto proprio di questo e passa la mano. Arriva Giulini il milanese e come un tipico milanese ci strabilia con le parole, ma poi retrocediamo. Giulini è da maledire, Giulini è da ‘frastimare’! Non è sufficiente risalire subito! Vincere il campionato cadetto a pari punti con il Crotone è una vergogna!

Eppure qualcosa di buono c’è, bisogna ammetterlo, persino in quella prima maledetta stagione. Dal Brescia arriva Alessio Cragno, ha vent’anni. Ora, cinque anni dopo, è un campione, patrimonio del Cagliari.

Alcuni frutti hanno bisogno di maturare. Così si spera di tanti altri, questo deve essere l’augurio di tutti. A chilometri zero, o importati, non ci offendiamo. Tanti nuovi Barella da odiare un minuto dopo il decollo da Elmas. Il patrimonio va preservato, anzi accresciuto. Si fa solo con gli investimenti. Solo così si sale di livello.

《Si ma solo se non sbagli investimenti, tipo Cerri!!》risponderà a questo punto l’incrollabile celliniano. E così via, all’infinito.

No, anzi. Cerri è l’esempio sbagliato. Cerri mette d’accordo proprio tutti.

Io sono sicuro che ci stiamo sbagliando tutti.
Forza Alberto!

di Enrico Piroddi

 

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