Addio a Bagnoli, Ranieri: “Il suo Verona e il Cagliari del ’70 vicini al mio Leicester”

L’ex tecnico del Cagliari paragona l’impresa dell’Hellas a quella del suo Leicester campione d’Inghilterra: “Il calcio perde un signore”.

Il calcio italiano perde una delle sue figure più rappresentative. È morto a 91 anni Osvaldo Bagnoli, l’allenatore che nel 1985 guidò il Verona alla conquista di uno storico scudetto, uno dei risultati più sorprendenti nella storia del calcio italiano.

A ricordare il tecnico milanese è anche Claudio Ranieri, intervenuto ai microfoni dell’Italpress per rendere omaggio a un allenatore considerato un simbolo di professionalità, equilibrio e capacità di costruire grandi risultati partendo da realtà meno blasonate.

Il paragone con il Leicester e il Cagliari

Ranieri ha accostato l’impresa del Verona di Bagnoli a quella del suo Leicester, capace di vincere la Premier League nel 2016 contro ogni pronostico.

Quell’Hellas è stata, insieme al Cagliari, la squadra che più ricorda queste imprese, dove una società di provincia riesce a battere le grandi”, ha spiegato l’ex allenatore del club rossoblù riferendosi anche allo Scudetto del ’70 conquistato dai sardi.

Il riferimento è a quelle squadre capaci di superare differenze economiche e di tradizione grazie a organizzazione, lavoro e identità.

“Il calcio perde un signore, una grande persona e un punto di riferimento”, ha aggiunto Ranieri, sottolineando il valore umano prima ancora che sportivo di Bagnoli.

Due imprese diverse, stessa filosofia

L’ex tecnico del Leicester ha poi evidenziato le differenze tra il percorso dell’Hellas Verona e quello della formazione inglese. Il Leicester l’anno prima del trionfo stava retrocedendo, il Verona fu costruito da Bagnoli anno dopo anno, riuscendo a toccare anche le prime posizioni, ha raccontato Ranieri.

Il successo del Verona nacque infatti da un progetto costruito con pazienza, attraverso la crescita di un gruppo solido e una precisa identità tattica.

La leggenda dello scudetto del Verona

Nato a Milano il 3 luglio 1935, Osvaldo Bagnoli è entrato nella storia del calcio italiano soprattutto per il trionfo dell’Hellas Verona nella stagione 1984-85.

Quello scudetto rappresentò il primo e unico titolo nazionale conquistato dal club scaligero e arrivò al termine di un campionato straordinario, davanti a squadre con risorse e organici superiori.

La squadra costruita da Bagnoli riuscì a imporsi grazie a equilibrio, organizzazione e spirito di gruppo, caratteristiche che hanno reso quell’impresa ancora oggi un riferimento per il calcio delle realtà provinciali.

Un’eredità che va oltre i risultati

Bagnoli è stato ricordato negli anni non soltanto per i successi ottenuti, ma anche per il suo stile: discreto, concreto e lontano dagli eccessi. Un allenatore capace di valorizzare i giocatori e creare ambienti uniti, diventando un esempio per molte generazioni di tecnici.

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4 Commenti
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Andrea
2 mesi fa

Peccato che il Cagliari era di gran lunga la squadra più forte.

Nino
2 mesi fa

A dirla tutta quel Cagliari meritava sul campo tre scudetti.

Nino Bussa
2 mesi fa

Caro maestro pensionato, semmai è il tuo Leicester vicino alle storiche imprese di Cagliari e Verona, non il contrario….

Maurizio64
2 mesi fa

Allenatore d’altri tempi,serio competente,non polemico..R.I.P.

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