Alberto Cerri riparte dall’Arezzo. L’attaccante classe 1996 è stato acquistato a titolo definitivo dal Cesena e ha firmato un contratto con il club amaranto fino al 30 giugno 2029. Una scelta forte, di prospettiva, con cui la società toscana inserisce nel proprio reparto offensivo un centravanti esperto, fisico e con un percorso importante tra Serie A e Serie B.
Per Cerri si apre una nuova pagina dopo l’esperienza al Cesena, chiusa con 16 presenze e 3 gol nell’ultimo campionato. L’Arezzo punta su di lui non soltanto per i numeri, ma per il peso specifico che può portare dentro l’area: centimetri, lavoro spalle alla porta, protezione del pallone e capacità di far salire la squadra.
Le prime parole: “Mi hanno voluto con convinzione”
Nel giorno della presentazione, Cerri ha voluto ringraziare la società, il direttore e l’allenatore, sottolineando un aspetto decisivo nella sua scelta: la convinzione con cui l’Arezzo lo ha cercato. “Mi hanno voluto con grande convinzione”, ha spiegato il nuovo attaccante amaranto, aggiungendo che proprio questo desiderio nei suoi confronti lo ha spinto ad abbracciare il progetto.
Sono parole che raccontano bene il momento del giocatore. Dopo anni attraversati tra grandi piazze, promozioni, prestiti e ripartenze, Cerri cerca ora centralità. L’Arezzo gli offre un contratto lungo e un ruolo da riferimento offensivo: una fiducia messa nero su bianco, non un semplice corteggiamento da mercato.
Il legame con il Cagliari
Nel percorso di Alberto Cerri, il Cagliari occupa un posto speciale. L’attaccante arrivò in Sardegna nella stagione 2015-16, contribuendo alla vittoria del campionato di Serie B e alla promozione in Serie A. Dopo la parentesi alla SPAL, anche quella coronata da un’altra promozione, e le esperienze con Pescara e Perugia, tornò in rossoblù nel 2018.
Con il Cagliari ha raccolto 50 presenze in Serie A, vivendo stagioni diverse per minutaggio e rendimento, ma sempre dentro un contesto competitivo di massima serie. Non fu una storia lineare. Però il suo nome resta legato a una promozione e a un ciclo importante della storia recente rossoblù. Con quell’incornata nel “sette” alla Sampdoria in pieno recupero che valse il 4-3… il pallone che accarezza la traversa ed entra in rete, dopo il traversone di Luca Pellegrini, e le note di Freed from Desire a scandire quel momento.
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Gli auguro ogni bene.
Ma ringrazi se ancora riesce a trovare una sposa.
No perché invece Borrelli….
Borrelli ha fatto 5 gol al suo primo anno di A, roba che Cerri si sogna…
Di lui ricordo con amore il terzo gol a Bari, con corsa sotto la bandiera del corner e il bisogno di togliere la maglia a tutti i costi (e non veniva via, e lui insisteva).
E annessa ammonizione.
Una volpe, insomma.
Uno dei tanti affari che ha fatto l’interista incapace.
“Non fu una storia lineare”….ennesimo pacco ancestrale fortemente voluto e imposto dal presidentissimo in salsa fantozziana.