Il percorso amministrativo verso il nuovo stadio del Cagliari entra nel momento più delicato e importante. Negli uffici del Comune prosegue infatti l’esame del Piano Economico Finanziario, ultimo passaggio tecnico prima delle decisioni politiche attese nelle prossime settimane.
L’obiettivo dell’amministrazione è chiaro: arrivare entro il mese di giugno all’approvazione in Consiglio comunale della dichiarazione di pubblico interesse e alla definizione della questione relativa al diritto di superficie. Due passaggi fondamentali per consentire la successiva pubblicazione del bando prevista nel mese di luglio.
Un cronoprogramma rispettato
Da Palazzo Bacaredda filtra ottimismo sull’andamento delle procedure. Il calendario stabilito nei mesi scorsi continua infatti a essere considerato sostenibile e compatibile con le scadenze fissate.
A confermarlo è l’assessore allo Sport Giuseppe Macciotta, che sottolinea come il progetto stia procedendo senza particolari ostacoli. In questa fase gli uffici comunali sono impegnati nelle verifiche di regolarità tecnica e contabile, un passaggio che precede l’approdo definitivo della pratica in Consiglio comunale.
L’aspetto considerato più rilevante riguarda il fatto che l’iter sia ormai nelle mani dell’amministrazione stessa, senza la necessità di attendere ulteriori valutazioni da enti esterni, elemento che permette di mantenere sotto controllo le tempistiche.
Non solo calcio: il futuro di Sant’Elia
Il nuovo stadio rappresenta uno dei progetti strategici più importanti per il futuro di Cagliari. L’impianto non sarà soltanto la nuova casa della squadra rossoblù, ma anche uno dei pilastri del più ampio processo di riqualificazione urbana del quartiere Sant’Elia, già avviato negli ultimi anni.
La corsa contro il tempo per Euro 2032
Sul progetto pesa anche la scadenza fissata dall’Uefa in vista degli Europei del 2032. Per mantenere viva la candidatura di Cagliari tra le città ospitanti sarà necessario avviare i lavori entro il 31 marzo 2027.
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Doveva essere pronto per il centenario
Questo stadio si deve fare, speriamo con un vero presidente. Giulini e i suoi pupilli e scagnozzi non devono toccare un euro. Via da Cagliari. Puuuuuuussavia
Liori – ex giovane direttore de l’Unione Sarda degli anni 90′ – non la manda a dire..
Se i politici pezzenti regalano 60 milioni nostri a Giulini
Avete prelevato dalle tasche mie e di tutti i sardi 60 milioni di euro per regalarli a uno dei maggiori inquinatori della Sardegna, l’ex padrone del Cagliari Tommaso Giulini.
E’ inutile che facciate giri di parole.
La vicenda è semplicissima.
Puro vangelo
Ma cosa dici..!! I soldi sono stati messi per lo stadio di Cagliari.
Il Cagliari calcio paga l’affitto. Giulini non c’entra un bel niente.
A fire ze costruiscono a Venezia lo stesso a cahliari costruiscono solo a parole 🤡🤡🤡🤡
Che i dollari americani servano per lo stadio è facile intuirlo. Indispensabili. Con una quota maggioritaria delle azioni del 51 per cento Giulini deve condividere con i nuovi soci. Purtroppo per lui le cose sono cambiate non può decidere più da solo. Fare il solito mercato fatto allo solo scopo di tenere a posto i conti con l’interesse al minimo indispensabile nel migliorare l’aspetto tecnico della squadra. Angelozzi evidentemente non piace ai nuovi comproprietari ed è già un segnale che il
patron non ha più carta bianca. Per non parlare di Pisacane che aveva messo in dubbio la sua permanenza. Sono segnali di come le nuove strategie sono già iniziate.
La carta bianca la può sempre usare in bagno!
Ce ne sono di tanti colori.
Dagli un po’ della tua visto che fai carta
Giulini rimarrà presidente in carica ancora per un anno per cui conta quanto gli American Boys. Pian piano si defilerà ma a oggi credo abbia voce in capitolo almeno per la meta. Riguardo ai conti mi auguro che la nuova proprietà sia almeno quanto lui dico “incompetente” quanto lui ? Così qualcuno sarà contento anche se non lo penso ovviamente
Non si può avere tutto. È in una fase di ridimensionamento.
No Claud non è una fase ridimensionanto a parere mio, penso sia una fase di transizione tra il vecchio proprietario e il nuovo. Dobbiamo ancora capire quali siano le intenzioni degli American Boys ( (sai come la penso) fondi cordate multinazionali diffido come la peste anche perché non sono quelle di Roma e strisciate varie che in un modo o bell’altro ne vengono sempre fuori. (Non so come facciano)
Il prossimo d.s. potrebbe essere pure straniero, su segnalazione dei soci, come letto da altre parti.
Accontentavi del rendering.
Che peraltro non è granché.
Sembrerebbe che restino da validare soltanto alcuni aspetti progettuali di fondamentale importanza: l’interasse millimetrico tra i seggiolini, il verso di rotazione ottimale dei tornelli in relazione ai flussi dinamici degli spettatori e l’impatto delle riflessioni acustiche della copertura sui fenicotteri dell’area vasta. Completate queste verifiche altamente strategiche, si potrà forse passare alla fase rivoluzionaria della costruzione dello stadio. Ormai sta diventando una barzelletta.
Era una barzelletta, ora siamo in piena fase di perculamento.
Stanno anche discutendo se installare i wc sospesi oppure a pavimento.. C’è indecisione..poi qualcuno vuole anche la piscina x i bambini..la metteranno ai voti..entro il 2044 lo stadio sarà pronto
Nel rendering il geometra che ha progettato lo stadio ha dimenticato di inserire la zona per i caddozzoni. Sono fondamentali, prima di entrare allo stadio panino e birrette non possono mancare.
Eya se vuoi panino e birretta li acquisti dentro lo stadio e spendi .. scida su sonnu
Mai, non è Cagliari senza l’autentico panino dei caddozzi. Farò lo sciopero della fame, gli hot dog americani se li potranno tzaccare in der ciappen.
Riqualificare Sant’Elia é una cosa di una demagogia rivoltante. É come chiedere a un asino di volare o a un pesce di salire su un albero. Facciamo lo stadio e basta. E degli amministrativi, impiegati, mezze-maniche, burocrati nell’anima del comune, mi fido meno di zero.
Il popolare quartiere di S.Elia, il nuovo in particolare, nasce disastrato a seguito dell’opera della allora (anni 80) amministrazione comunale capitanata da De Magistris che ne fece un ghetto separato completamente dal resto della città con un urbanizzazione precaria e con la totale mancanza di servizi. Gli asini stavano nei palazzi della politica. Se qualcuno ha buona memoria e la giusta età si potrà ricordare che prima dei mondiali degli anni 90′ intorno allo stadio c’era solo dello sterminato sterrato. La riqualificazione di quel quartiere doveva iniziare almeno 30 anni fa e non aspettare il progetto di un accidenti di… Leggi il resto »
Creativi!