“Includere e abbattere stereotipi dà la cifra di un popolo civile”: grande evento a Serdiana

La plurimedagtoliata olimpica Martina Caironi alla Comunità La Collina di don Ettore Cannavera per Ussi80. Presente anche Nicola Riva

La Comunità La Collina ha ospitato ieri il secondo step di “Ussi80. Racconti mundial: voci, leggende e campioni con i protagonisti di ieri e di oggi. Omaggio a Nando Martellini e Bruno Pizzul – Sport e sociale: per una Sardegna inclusiva, coesa, contro discriminazioni e disuguaglianze”.

L’evento

Dopo i Memorial Giampiero Galeazzi e Gianni Minà – si basa su sport paralimpico, educazione alla legalità, territorio e scuole. L’Ussi, che compie ottant’anni, l’ha dedicato agli autori di tante telecronache vittoriose. La Comunità di Don Cannavera è stata la prima in Italia, cinquant’anni fa, a ospitare e reinserire minori con pene da scontare in carcere. “Sport e socialità sono due facce della stessa medaglia. Sport significa sfide, competizione, successi e vittorie: ma anche movimento, incontro con le altre persone, confronto. Socializzare – ha detto don Ettore Cannaveraè uno dei principi della convivenza”.

Dibattito aperto

Il filo verde tra cronisti e mondo del volontariato è stato impreziosito da Martina Caironi. Reduce da un tour nelle montagne del Sulcis, la plurimedagliata paralimpica e mondiale, ha sposato Ussi80: “Sono davvero felice di essere qui, la Sardegna è bellissima, ricordare Martellini e Pizzul assieme a voi dell’Ussi e dell’Ordine dei giornalisti, non solo mi fa piacere ma mi riporta a voci che sono nell’animo degli sportivi italiani. Da quando ho iniziato le cose sono cambiate in meglio: le persone che incrociavo avevano gli occhi di fuori. Adesso non accade ma c’è ancora da fare: includere e abbattere pregiudizi e luoghi comuni è innanzi tutto un segno di civiltà ”. Tre ori e sei argenti alle Olimpiadi paralimpiche, le ultime a Parigi 2024, due con l’oro nei cento e l’argento nel lungo (“La mia grande impresa: concorrenti molto forti e più giovani. Ma ce l’ho fatta!”), ha raccontato del suo avvio: “Dopo l’incidente in moto che non avevo causato, avevo 18anni, mi sono chiesta come potessi ripartire. Ho giocato anche a calcio ma è stata l’atletica a stregarmi. Lì ho capito che potevo darmi degli obiettivi. E ci sono riuscita. Un momento clou? Nel 2015 ho abbattuto il muro mondiale dei 15 secondi nei 100”.

Martina Caiorni duettato con Nicola Riva

“Mio padre mi ha raccontato tante volte del subentro di Martelli a Carosio che, per un gol che lui aveva segnato ed era stato ingiustamente annullato, non si era espresso bene sul guardialinee. Poi – aggiunto il figlio di Rombo di tuonomai potrò scordare quel Riva-Riva-Riva-gol! contro la Germani a Messico ‘70”. Il ricordo di Riva è stato impreziosito anche da un suo caro amico, Sandro Camba: “Gigi mi ha nominato tutore di Nené. Da allora è nata un’amicizia profonda” ha detto con un filo di commozione. Divertente lo scambio di battute tra Martina Caironi con Gigi Piras, sette anni da capitano e secondo bomber all time del Cagliari, e Beppe Tomasini, libero dell’undici tricolore: “Cara Martina, mio nonno mi diceva sempre di rubare i segreti a questi signori che avevano vinto lo scudetto (“Castia Riva, furandedi tottu cun is ogus: Segui Riva, rubagli quel che puoi con gli occhi”). Per Tomasini i ricordi sono molteplici: “Dico solo che questa terra ci ha fatto innamorare. I tifosi e tutti i sardi li abbiamo sempre sentiti come lo fossimo anche noi”. Paolo Mastino (presidente Ussi Sardegna): “Sul territorio, vicini agli interpreti più sinceri del senso di comunità e appartenenza, persone che si dedicano alle fragilità altrui. Ussi Sardegna affianca e promuove queste iniziative”.

Special Olympics

Per Antonio Manchia, capo delegazione in sala con Alessandro, un pensiero alla condivisione: “Felici di essere con voi in questo splendido viaggio”. Anche per Claudio Secci, presidente del Comotato reginale paralimpico, parole al miele: “La presenza di Martina e dei tanti partecipanti, qui alla Collina, danno un significato profondo al reciproco aiuto sociale. Lo sport paralimpico è in crescita, in Sardegna sono circa 120mila le persone con disabilità che meritano attenzioni e sostegno”. Applausi anche dal consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Francesco Birocchi: “Ricordare Martellini e Pizzul, due giganti, e incrociare il nostro mestiere con l’inclusione, lo sport paralimpico e chi compie volontariato, è un ottimo procedere. Sono grato all’Ussi”. In chiusura, nel segno dei valori in comune, l’esperienza della nutrita pattuglia sarda dei brasiliani del Futsal con Pascal Nieto. Tecnico e atleta con esperienze in serie A, alla guida di una scuola calcio, il portacolori dell’Associazione Sardinia United, ha portato un saluto e gratitudine con Walter Salisci, allenatore Uefa e vice presidente dell’Asd: “Sono qui da tanti anni, si lavora bene con i giovani e mi sento sardo!”.

Il percorso

A Sanluri, lo scorso 5 maggio, è stato proiettato il docufilm “Mennea segreto” di Emanuela Audisio con oltre duecento studenti degli Istituti Comprensivo e Vignarelli, con il magistrato Paolo De Angelis e Gianfranco Dotta (tecnico velocisti Fidal), Sandro Floris ed Ernesto Nocco (olimpiadi Seul, Atlanta e Los Angeles). A Villasimius, da venerdì 5 giugno, si tiene il corso Odg su “Ussi80, Sardegna inclusiva, coesa contro discriminazioni e disuguaglianze”; campioni-Special Olympics con Marco Tardelli, Beppe Dossena, Mauro Esposito, Gianfranco Zola, David Suazo, Renato Copparoni, Gigi Piras, Dalia Kaddari, Robert Acquafresca, Leonardo Pavoletti e altri interpreti di giornalismo, scuola, volontariato, istituzioni, calcio, padel, tennis, futsal e sport paralimpico.

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