È il giorno delle scelte in casa Cagliari. Al Crai Sport Center di Assemini la squadra si ritrova per l’allenamento di rifinitura, ultimo passaggio prima della partenza per Milano dove domani sera affronterà l’Inter a San Siro.
Una seduta chiave per definire gli ultimi dettagli, sia sul piano tattico che sulle scelte di formazione, in vista di una gara complicata ma fondamentale per il prosieguo della stagione.
Emergenza assenze: fuori Pavoletti e Mazzitelli
Non mancano i problemi per Pisacane, costretto a fare i conti con diverse indisponibilità. Il capitano Pavoletti prosegue nel lavoro personalizzato e non sarà della partita, così come Mazzitelli, fermo per un infortunio che lo terrà lontano dal campo per almeno due settimane.
A loro si aggiungono anche i lungodegenti Felici e Idrissi, ancora indisponibili. Il resto del gruppo, invece, è pronto a salire sul volo per Linate con l’obiettivo di strappare punti preziosi alla capolista.
Difesa e modulo: possibile ritorno al 3-5-2
Le scelte di formazione restano ancora in bilico. Pisacane scioglierà gli ultimi dubbi solo dopo la rifinitura, o addirittura nella giornata di gara dopo il consueto risveglio muscolare.
Tra le novità, il possibile ritorno dal primo minuto di Dossena e Zé Pedro, entrambi subentrati nella ripresa contro la Cremonese, con il portoghese decisivo grazie all’assist vincente.
Non è da escludere anche un cambio di sistema: contro l’Inter potrebbe rivedersi il 3-5-2, soluzione più coperta per affrontare la qualità offensiva dei nerazzurri.
Attacco in bilico: ballottaggi aperti
Davanti, la coppia più accreditata sembra essere quella formata da Esposito e Borrelli, ma le alternative non mancano. Pisacane potrebbe anche concedere una nuova opportunità a Kiliçsoy, apparso però in difficoltà nelle ultime uscite.
Le scelte offensive restano dunque uno dei principali nodi da sciogliere, soprattutto considerando le rotazioni viste nell’ultima gara: contro la Cremonese, oltre a Borrelli dal primo minuto, sono stati impiegati anche Mendy e, nel finale, Belotti, tornato in campo dopo sette mesi di stop per la rottura del crociato.
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12 anni di gestione Giulini, letti in modo oggettivo, mostrano un andamento piuttosto stabile nella fascia bassa e medio-bassa della Serie A, con alcune parentesi in Serie B.
Il club non ha compiuto un passaggio strutturale verso una dimensione diversa, restando legato in modo ricorrente all’obiettivo della salvezza o del ritorno immediato nella massima serie dopo eventuali retrocessioni.
Sul piano organizzativo si è registrata una forte alternanza di allenatori e direttori sportivi, con conseguente discontinuità nei modelli tecnici e nelle strategie di costruzione della rosa.
Le sessioni di mercato hanno prodotto numerosi cambiamenti di organico, senza una stabilizzazione prolungata di un nucleo di squadra riconoscibile nel tempo.
Il rendimento complessivo riflette quindi una gestione che ha mantenuto la categoria per lunghi periodi, ma senza un’evoluzione costante verso livelli più alti di competitività.
Il club è rimasto sostanzialmente nello stesso perimetro competitivo: lotta salvezza, stagioni di assestamento e occasionali ricadute in Serie B. Non si è mai consolidata una struttura stabile da metà classifica in su.
12 anni di gestione del bauscia: perché il bilancio è deludente
Dodici anni sono un’enormità nel calcio moderno. Un periodo del genere dovrebbe lasciare un segno chiaro: identità, crescita, risultati. Invece, dopo tutto questo tempo, la sensazione è opposta.
La gestione è stata caratterizzata da una costante mediocrità sportiva: qualche stagione discreta, ma mai un vero salto di qualità. Sempre a metà strada, sempre a rincorrere. Il problema principale è la mancanza di continuità Allenatori cambiati spesso, progetti mai portati fino in fondo, idee che durano pochi mesi. Ogni anno si riparte, senza mai costruire davvero qualcosa di solido. Mercati senza una linea chiara Acquisti e cessioni spesso scollegati tra loro. Si è passati da un tipo di squadra a un altro senza logica, accumulando giocatori senza creare una struttura equilibrata. Valorizzazione limitata dei giocatori Pochi migliorati davvero nel… Leggi il resto »
Pisacane deve dimettersi, dicono che interessi alla Lazio … mamagariiii
Pittica sa caszara
potrebbe anche essere vero visto che Lotito è alla continua ricerca di cialtroni yesman e con l’impiastro ragliante potrebbe finalmente trovare il suo allenatore ideale , senza pretese di mercato, senza ambizioni particolari e senza nessuna autorità…
sono voci che mette in giro il suo procuratore
Kiliksoy deve giocare ma è chiaro il braccetto corto del presidente che sicuramente non vuole spendere per il riscatto e l’allenatore che non ne azzecca una con le formazioni che manda in campo lo lasceranno fuori nuovamente.
Scusa ma hai scritto una stupidaggine più grande di te. Ma che cosa c’entra che il presidente non vuole spendere? Secondo te se gioca è obbligato a comprarlo? E se gioca e gioca male è obbligato a comprarlo? Sul giocatore c’è il diritto di riscatto e basta. Quindi comprarlo o non comprarlo è assolutamente indipendente dal fatto che giochi o che non giochi. Giulini alla fine del campionato può decidere lui liberamente che cosa fare. Ma ti pare che se il giocatore meritasse di giocare, non essendo ancora salvi, Giulini avrebbe interesse a non farlo giocare? E Pisacane sarebbe così… Leggi il resto »
“Guarda che quello che hai scritto sembra logico… finché non lo guardi davvero da vicino. Il calcio non è un videogioco dove tutto è scollegato: diritto di riscatto, minutaggio, valutazioni tecniche ed economiche stanno sempre insieme. Dire che ‘è assolutamente indipendente’ è una semplificazione grossolana. Nessuno ha detto che esiste un ordine scritto del presidente per non farlo giocare, ma pensare che le scelte siano totalmente neutre rispetto a costi e decisioni future è abbastanza ingenuo. E poi il punto non è neanche quello: se un giocatore merita davvero, gioca. Se non gioca, o non è così determinante oppure non… Leggi il resto »
Ho sempre scritto che la formazione la fa l’allenatore che osserva quotidianamente i giocatori a sua disposizione, idem la tattica opportuna per affrontare gli avversari di turno, quello che non mi va giù è il fatto che scendiamo in campo senza punte, vedere il Folorusho di turno cercare di darsi da fare, ma in realtà girovagare per il campo senza un punto di riferimento, in una squadra di serie A è inammissibile.
Io mi auguro di vedere una punta in campo contro l’Inter, poi faccia come vuole.
Granese, Folorunsho schierato da punta è stata una necessità per il povero Pisacane in quanto abbiamo visto tutti, e lui lo avrà visto meglio di noi in allenamento, che Kilicsoy da circa due mesi è letteralmente sparito dal campo, o meglio scende in campo ma non si vede più ( Poi tu potrai dire che è colpa di Pisacane, io invece non sono d’accordo perché le prime partite giocava nello stesso ruolo eppure ha fatto molto bene, poi è sparito). L’alternativa era schierare due giovani della Primavera (Trepy e Mendy). Tutti gli altri attaccanti erano infortunati oppure fatti partire come… Leggi il resto »
Kilicsoy non ha problemi di nessun genere, semmai è un problema per Pisacane dal momento in cui , giocando con una punta, non lo trova adeguato a fare reparto da solo. In effetti potrebbe anche essere così, Kilicsoy non può fare quello che sa fare Pavoletti o Borrelli, lui è più una spalla del centravanti, ma purtroppo non lo vedremo mai giocare in quel modo con Pisacane e lui ne soffre dal momento in cui non può esprimere il suo potenziale come vorrebbe…
“Il punto è che stai trasformando ogni scelta in una ‘necessità assoluta’, come se l’allenatore fosse sempre senza alternative e quindi automaticamente nel giusto. Se un giocatore ‘sparisce’ da due mesi, la domanda non è solo cosa fa lui, ma perché è arrivato a quel punto e perché non si è mai trovato un modo per rimetterlo dentro il sistema. Dire semplicemente ‘non si vede in allenamento’ è una spiegazione comoda, non una prova. Stesso discorso su Folorunsho: nessuno sta dicendo che devi buttare dentro due Primavera a prescindere. Il tema è un altro: se arrivi a schierare sistematicamente un… Leggi il resto »
che prove vuole fare questo impiastro ragliante? Non è capace a fare una formazione decente da tutto il campionato e vuole azzeccarla proprio contro l’Inter? Che se la faccia fare dal magazziniere la formazione, tanto più schifo di così è impossibile
Ma secondo me si torna al 5 5 0
Ma che fa’ sig. Dessi mette più formazioni x essere sicuro di azzeccarla ??? Nell’articolo sopra con qualche minuto di differenza da questo parla di tutt’altro modulo e giocatori !!!!!!