Un documentario che svela la filosofia e l’approccio della squadra rossoblù, che lotta per una salvezza in Serie A, ma soprattutto per costruire un futuro solido con una rosa giovane, italiana e carica di potenziale. “Cagliari ti rapisce, ti prende”. Con queste parole, Fabio Pisacane apre lo speciale dedicato al Cagliari Calcio e al suo progetto, intitolato “In viaggio a Cagliari: dentro la squadra più giovane e italiana della Serie A”, disponibile su Cronache di Spogliatoio e pubblicato su YouTube.
Vivere in Sardegna
Pisacane, già veterano e pilastro della difesa rossoblù che oggi è diventato allenatore della squadra sarda, parla della sua esperienza a Cagliari con una passione che traspare chiaramente: “Non sono il primo e non sarò l’ultimo a fare una scelta così”. E continua a spiegare come la città, la squadra e la gente siano riusciti a conquistarli. Un legame che va oltre il calcio, arrivando a toccare le corde dell’emotività e della quotidianità, come raccontato anche dal capitano della squadra Leonardo Pavoletti. L’attaccante toscano, infatti, racconta con una nota di ironia come inizialmente pensava che Cagliari fosse solo “spiagge e giri in città”, ma che con il tempo ha capito quanto fosse speciale la città e la sua gente. “La gente ti guarda come ti comporti, ma quando capiscono che sei una brava persona, allora…” sottolinea Pavoletti.
Giovani
Un tema che emerge nel video è la gestione di una squadra giovane e l’approccio che Pisacane ha scelto come allenatore. “Sono entrato in punta di piedi, umilmente, per mostrare anche le mie debolezze”, afferma il tecnico rossoblù. “Un uomo è forte quando non ha paura di tirare fuori il lato debole”, aggiunge, parlando di un concetto che si riflette anche sulla sua visione del calcio e della crescita dei giovani. Il mister ammette che l’età media bassa della squadra è “una responsabilità che a volte non mi fa dormire” e che “tutti pensano che Pisacane abbia avuto una grande opportunità, ma non sanno cosa mi passa per la testa ogni giorno”, confessa.
Studio
Un altro aspetto interessante è il lavoro continuo e la ricerca incessante di ispirazione. Pisacane rivela di guardare costantemente partite, dalle competizioni più note come la Premier League fino alla Lega Pro, e persino seguire i giocatori in prestito da Cagliari nelle categorie minori. “Guardo anche il Tottenham, cercando di capire cosa non funziona”. La curiosità e l’analisi sono i motori che spingono il tecnico rossoblù a migliorarsi, senza segreti. “Credo sia bello dire più spesso la verità: io imparo da te, tu da me”, sottolinea Pisacane.
Riguardo agli spunti metodologici, Pisacane racconta della sua esperienza con il modello Red Bull, una realtà che lo ha affascinato e che ha cambiato il suo approccio al calcio. “Il calcio è caos, è imprevedibilità”, riflette. Il tecnico ha imparato l’importanza di insegnare ai giovani: “A Salisburgo ho imparato che i giovani devono capire, non solo eseguire”.
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grazie della visita arrivederci alla primavera
Responsabilità? Va cacciato
Poveri noi,verrai ricordato come un privilegiato che si è ritrovato in una panchina importante e ha fallito! Le conseguenze le pagheremmo noi tifosi.
No cussu strollicheddu
Cambia nick minca tonta
Vieni che bevi dalla fonte. Ti disseto a vita!
Questo si e montato la testa……vedi di salvare la squadra e portati via il tuo mentore de pressi…..
Pisacane adesso non si deve lasciare influenzare da nessuno, non si deve fare abbagliare da possibili rientri affrettati. Chi non è pronto va in panchina. I recuperi si fanno a tempo e debito, non devono essere un’ obbligo. Rodriguez c’è, con Ze Pedro Obert e Palestra in difesa.
Zappa arruolabile. Liteta si spera. Davanti Esposito e Kilicsoy offrono le maggiori garanzie, ancor prima di Mendy e Trepy. A centrocampo accanto ad Adopo vedo Gaetano come rifinitore e Folorunsho davanti alla difesa.
Certo è che se questo rimane il prox anno andiamo in C
Qui più che documentati servono punti in classifica. Basta chiacchiere inutili, vogliamo fatti concreti. La scommessa sarà vinta o persa lo diremo solo alla fine. Così come l’aver fatto debuttare così tanti giovani sia stato un vanto o una sciagura.
Io non ho mai creduto in questo progetto ma spero ardentemente di sbagliarmi.
A casa mia le somme si tirano alla 38. giornata., principio insindacabile.
I commenti sotto non mi pare proprio rispondano a questo principio, anzi ..,
Tanta retorica, ciò che conta sono i punti in classifica purtroppo e siamo a solo +3 dalla retrocessione. Fatti non pug**tte. Ultime due partite chiave, senza contare il Genoa, buttate al vento.
Sei un miracolato!!! Ma quali responsabilità, non sei capace! ancorato ad un calcio preistorico e privo di sbocchi offensivi, tranquillo che sarai ricordato per essere retrocesso quando a fine Gennaio avevamo 12 punti di vantaggio sulla terz’ultima…Vai a fare il bagnino che è meglio.
A gennaio mancava solo Belotti, ma è inutile ricordartelo tanto sei in malafede