La qualificazione ai Mondiali passa anche dalla gestione del calendario di Serie A, ed è per questo che FIGC e Lega Serie A stanno valutando possibili interventi in vista degli spareggi di marzo, quando l’Italia di Gennaro Gattuso affronterà l’Irlanda del Nord nella semifinale playoff del 26 marzo, prima dell’eventuale finale contro la seconda avversaria.
Idee
Secondo quanto riportato da Gazzetta.it, una delle soluzioni più realistiche riguarda un mini-stage a febbraio. L’idea sarebbe quella di riunire i convocabili azzurri lunedì 9 febbraio, con possibilità di aggiungere anche la domenica post-partita di campionato e, per alcuni giocatori, il martedì, soprattutto per chi non sarà coinvolto nei quarti di Coppa Italia (previsti il 4 e l’11 febbraio). Sarebbe un’occasione preziosa per studiare il piano tattico, analizzare gli avversari e cementare il gruppo, pur senza poter svolgere sedute particolarmente intense.
Il resto, però, è un labirinto complesso da risolvere. Modificare la 30ª giornata di Serie A, in calendario per il 22 marzo, appare difficilissimo. Anticiparla troppo significherebbe scontrarsi con gli impegni europei degli ottavi di Champions League, ma anche di Europa League e Conference League. La variabile del cammino delle italiane in Europa complica ulteriormente ogni ipotesi.
Anche l’ipotesi di spostare l’intero turno di campionato è quasi impraticabile. Posticipare la giornata a ridosso del playoff è escluso, mentre anticiparla comporterebbe un inevitabile conflitto con le coppe e con i diritti televisivi. Perché qualsiasi ritocco del calendario necessita non solo della volontà dei club, ma anche del via libera di DAZN, Sky e Mediaset: spostare partite dal weekend a un mercoledì sera, ad esempio, significa alterare la struttura contrattuale degli eventi sportivi, cosa che Lega e società non possono decidere autonomamente senza rischiare di violare gli accordi sottoscritti.
Questione intricata
Insomma, lo stage di febbraio appare l’unica soluzione realmente percorribile, mentre ogni altro tentativo di intervenire sul calendario rischia di scontrarsi con un muro di incompatibilità, fra competizioni europee, Coppa Italia, esigenze televisive e vincoli logistici. Ciò che resta certa è la disponibilità della Lega a collaborare per quanto possibile, pur sapendo che l’ecosistema del calcio moderno è ormai un puzzle senza spazi liberi.



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