Caos Brescia, Cellino: “Un epilogo tragico, ma non solo per colpa mia”. E De Zerbi lo attacca duramente

L'ormai ex presidente si sfoga al Corriere della Sera sulla non iscrizione del Club che vive il peggior momento dopo 114 anni di storia

Massimo Cellino ha parlato al Corriere della Sera sulla non iscrizione del Brescia. “I furti e le truffe non mi hanno messo nelle condizioni di poter contrastare la violenta ingiustizia perpetrata dalla federazione nei nostri confronti. Mi son trovato da solo contro tutti e i tifosi nelle ultime tre stagioni sono stati ostili. Oggi per me è un giorno triste. Ogni giorno ne veniva fuori una, quanto sarebbe servito ancora per l’iscrizione In tasca degli altri è sempre facile contare i denari, ma ognuno conosce le proprie possibilità economiche e io le mie. Non è da imputare solo a me questo tragico epilogo”.

IL DURO ATTACCO DI DE ZERBI
“Fatico a trovare le parole. Sono incavolato nero. Cellino? Chi era lo aveva già ampiamente dimostrato. Non è degno di una sola parola. Anzi, a proposito di parole. Ci tengo a dire che non credo a una sua sola parola quando dice di essere stato imbrogliato o di essere una vittima. La sua storia dimostra in maniera esaustiva che non solo non può essere stato raggirato, ma che anzi lui ha sempre cercato di raggirare tutti. Ora mi chiedo: dove sono gli industriali? Quelli che da 30 anni sempre sottovoce dicono “prendiamo qua, prendiamo là”, ma poi non escono mai allo scoperto. Comunque: è un loro diritto e ci mancherebbe non investire nel Brescia, ma almeno non prendessero scuse del tipo “non entriamo per colpa dei tifosi” oppure “la gente non viene allo stadio”… In un contesto così, nel quale metto anche la politica, e partendo dal proprietario quella che si è verificata è stata la fine naturale”.

ASSET E NON SOLO
Severino Gritti, presidente dell’Ordine dei commercialisti, ha parlato in esclusiva al Giornale di Brescia: “Con il concordato fallimentare si intende una sotto procedura che si apre nel corso della liquidazione giudiziale, l’ex fallimento. In questo caso è il giudice che tiene in mano “la partita”: dichiara il fallimento e nomina un curatore, che assume la gestione della società. In ogni caso parliamo di una procedura che dura qualche anno. Il curatore potrebbe costruire una proposta. Quantifica il debito e poi stabilisce un ordine dei creditori in base al privilegio: dopo gli ipotecari i dipendenti sono in cima alla lista. Verranno quindi pagati con il quantum ottenuto dalla procedura di vendita dei beni societari. Tutti gli asset possono essere venduti, marchio compreso se di proprietà. Deve però regnare la trasparenza e la vendita deve essere competitiva (asta, ndr). L’augurio è che in questo momento si possa agire con velocità, senza però sacrificare la ragionevolezza: serve infatti una proposta che duri nel tempo per dare alla città una società degna della sua caratura e dimensione”.

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Ziopinna
1 anno fa

Da sardo tifoso del Cagliari vi dico che mi dispiace per quello che è successo; vi auguro di risorgere al più presto e magari di affrontarci in serie A. AJO BRESCIA!!!

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