“Il percepito non è la realtà”. Questa una delle frasi più iconiche dell’ex tecnico rossoblù Massimiliano Allegri. Parole che tornano utili per una riflessione avanzata dalla giornalista Valentina Caruso ieri sera durante la trasmissione “Il Cagliari in Diretta” su Radiolina. La speaker e volto tv, durante una chiacchierata con l’ex calciatore Massimo Gobbi, ha sottolineato come dalla piazza rossoblù non filtri piena soddisfazione nonostante la squadra si trovi a +6 dalla zona retrocessione.
E in effetti Caruso non ha torto. Anche dalla nostra community di CalcioCasteddu si può notare questa valutazione da una buona parte dei tifosi. Ma perché una squadra che crea in campo e si trova in una posizione relativamente tranquilla (per la prima volta dopo anni) non soddisfa tutti? Una spiegazione possono darla i numeri.
Prendiamo la stagione della drammatica retrocessione. Dopo la 32ª giornata il Cagliari aveva 25 punti, frutto di 5 vittorie, 10 pareggi e 17 sconfitte. 30 erano i gol fatti e 61 quelli subiti. Una giornata dopo i punti erano 28. La scorsa stagione, con i sardi che di questi tempi erano a +4 dalla terzultima, la squadra aveva 31 punti, frutto di 7 vittorie 10 pareggi e 15 sconfitte. Gol fatti 34 e gol subiti 54. Quest’anno, allo stesso punto del campionato, i punti sono 30, frutto di 7 vittorie, 9 pareggi e 16 sconfitte. 32 i gol fatti e 47 quelli subiti. Dunque, stando ai punti conquistati e al numero di sconfitte rimediate, il “percepito” è quello di una squadra che non sta facendo un campionato molto diverso addirittura da quello della retrocessione.
Ma ogni campionato ha una storia a sé e tutto va contestualizzato. Il “reale” è che la squadra di Nicola è molto più avanti degli scorsi anni sulla produzione di gioco, sulla creazione di occasioni e a livello difensivo. Pur non avendo ottenuto risultati molto migliori in termini di punti, le singole partite hanno raccontato una squadra molto migliorata rispetto al passato. I 6 punti di vantaggio sulla zona retrocessione non sono solo un demerito delle concorrenti, ma il giusto margine che la miglior qualità del Cagliari ha creato rispetto alle inseguitrici di quest’anno.
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…è solo demerito degli avversari piuttosto che merito dell’incapace di Nicola e la sua truppa di quasi tutti mediocri.
la realtà è che al livello di calcio abbiamo due incompetenti Giulini e Bonato che cambiano sport il calcio non fa per loro.
Secondo me per la mediocrità di come sono stati conquistati questi 30 punti
Vai avanti così e non ascoltare forza Nicola
Il “percepito”…deriva dalla qualità delle squadre in fondo alla classifica.
Se il campionato avesse visto squadre leggermente più attrezzate, la situazione non sarebbe questa…
Non è quindi una percezione , ma la reale considerazione di un campionato di basso livello.
Rimane un’altra considerazione. Ci stà andando molto bene dai confronti diretti tra “pericolanti”…per loro il rischio è ilfattore “B”…per noi va bene il fattore”C”..
Tanto ci capiamo..
Sempre la solita storia: la testa è quella delle retrocessioni e delle salvezze a due giornate dalla fine. Per mancanza di soldi,competenza e rispetto “vero” per tutti i sardi e per la storia del Cagliari, usato per coprire ben altro!
Nicola è un ottimo allenatore per squadre come il Cagliari. Raramente il suo Cagliari è stato umiliato nel risultato anche con le big. Inutile pensare a obiettivi superiori alla salvezza: richiederebbero investimenti per allenatore e giocatori fuori budget.
Attaccanti tecnici tenuti in panchina, eccesso di difensori in campo. Non parliamo poi di giovani di valore non valorizzati che penalizzera’ la squadra nel futuro
Nicola via a fine campionato…..troppo pieno di se…mai umile….sempre remissivo..se ci salviamo è per demeriti altrui….
Ogni volta si dice per demeriti altrui.. chi retrocede è perché hanno fatto peggio delle altre. Stop.
Perché manca il gioco offensivo