Il Cagliari è Gigi Riva: per sempre. Adesso, che si è spento nel gennaio scorso nel reparto di Cardiologia dell’ospedale Brotzu di Cagliari dopo il malore accusato, lo è ancora di più. Ma Riva è anche la nazionale italiana. Che lo vedono nel 1968 vincere con Ferruccio Valcareggi il titolo di campione d’Europa per la prima volta, sconfiggendo in finale la Jugoslavia nella finale disputata allo stadio Olimpico anche grazie ad un suo. Quel sigillo inoltre lo vide premiato per gol più veloce. Due anni dopo (Messico ’70) Rombo di Tuono e i suoi compagni (molti al Cagliari con lui) è vicecampione del mondo, arrendendosi solo al Brasile di Pelé nella finale persa. In quel campionato iridato Riva segnò 3 reti.
Su di lui Pier Paolo Pasolini un giorno disse: “Riva gioca un calcio in poesia, egli è un ‘poeta realista’“. Ecco perché questa Italia deve fare il massimo per onorare ka sua memoria, bissando il successo del 2021 in Inghilterra. Il girone non è semplice da superare. Ma Spalletti sa bene il fatto suo e Riva lo ha invocato anche di recente in quella frase: “Noi italiani siamo un popolo che ha bisogno di miti, anche quelli che in questo momento non ci sono più, come Gigi Riva, per esempio”. E allora anche per lui da venerdì FORZA AZZURRI!
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Io non credo che la nostra nazionale possa arrivare fino in fondo. Bisogna essere realisti
Peccato che in questa nazionale non ci sia neppure un giocatore degno, calcisticamente parlando, di lustrargli le scarpe. Per vincere ci vuole gente come lui.
Non vediamola pessima prima di cominciare.Siamo ancora il campione dell’ ultimo europeo. Ci vuole ottimismo e perseveranza dall’ inizio
Non sono pessimista, ma che non abbiamo grandi personalità è solo la nuda e cruda realtà. Se il nostro miglior giocatore è Barella , che non sposta gli equlibri e non può risolvere le partite, la vedo difficile sperare nella vittoria.