1968 – Un Europeo che Riva avrebbe potuto non giocare

Rievochiamo il vittorioso Europeo azzurro del 1968, a cui Gigi Riva partecipò... da tardivo protagonista e contro i pronostici.

Si avvicinano gli Europei, che vedranno l’Italia di Spalletti difendere l’alloro conquistato l’estate 2021. Gli azzurri si laurearono campioni per la seconda volta, spezzando un digiuno che durava dal 1968. In quel giugno di 56 anni fa, la Nazionale guidata da Ferruccio Valcareggi aveva superato la Jugoslavia a Roma, in una finale ripetuta che rappresenta un unicum nella storia del torneo. Il campionissimo del Cagliari Gigi Riva, entrò poi nella Storia per aver aperto le marcature nell’ultimo atto-bis (nella foto di copertina, la rasoiata mancina al portiere jugoslavo Pantelic al 12° minuto). Ma il futuro Rombo di Tuono, quell’Europeo, avrebbe potuto non giocarlo.

Premessa. Allora la fase finale dell’Europeo coinvolgeva appena 4 squadre, e il gruppo di convocati sostanzialmente riguardava appena due incontri: semifinale e finale (o finalina per il 3° posto). Riva, dopo aver disputato con ottimi risultati il campionato di Serie A 1967-68, rappresentava uno degli attaccanti nel giro azzurro. Proprio nel 1967, a Roma contro il Portogallo, aveva subito il primo grave infortunio della carriera nello scontro con il portiere portoghese Américo. La frattura del perone sinistro era già stata superata verso gli Europei, tanto che il mancino di Leggiuno aveva realizzato 13 reti in campionato. Tuttavia, nonostante avesse disputato le ultime 2 partite contro Torino e Inter (segnando in entrambi i match), aveva saltato un paio di partite ad aprile per guai fisici.

Questi acciacchi arrivarono nel momento sbagliato, ovvero quando l’Italia il 6 e il 20 aprile doveva vedersela con la Bulgaria per i quarti del torneo e cercare di strappare la qualificazione alla fase finale. Per sostituire Riva fu chiamato l’esordiente Pierino Prati del Milan, che se la cavò egregiamente, segnando sia all’andata che al ritorno: l’Italia passò il turno con un complessivo 4-3. Al momento delle convocazioni per la fase finale, Valcareggi si convinse a portare il bomber del Cagliari tra i 22. D’altronde, Gigi era stato il cannoniere azzurro delle eliminatorie con 6 reti e vantava la media esatta di un gol a partita con l’Italia. Pressoché impossibile negargli un occhio di riguardo.

Prati, schierato titolare pure nella semifinale contro l’URSS decisa dalla famosa monetina negli spogliatoi del San Paolo di Napoli, fu confermato anche per l’ultimo atto dell’8 giugno, con la Jugoslavia. L’1-1 dei tempi supplementari, non esistendo ancora l’epilogo ai rigori, costrinse le squadre a ripetere la partita 48 ore dopo. E questo fu l’evento decisivo per Riva. La gara con gli slavi era stata un’autentica battaglia e Valcareggi cambiò 5 uomini per la ripetizione. Insieme a Rosato, Salvadore, Mazzola e De Sisti trovò spazio anche il numero 11 del Cagliari, che si fece trovare pronto all’appuntamento con la Storia. Con buona pace dei giocatori jugoslavi, che protestarono per una posizione iniziale di fuorigioco.

 

 

 

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Claud
2 anni fa

Perché zero commenti.

Claud
2 anni fa

Si ricorda raramente che Gigi Riva, il 14 giugno 1964, a giorni 60 anni, segnò a Udine un goal che ci portò per la prima volta in serie A. Da allora non si è più fermato diventando per tre volte capocannoniere in serie A, stabilendo il maggior numero di goal in nazionale, vincendo il campionato europeo del 1968, vincendo lo scudetto con il CAGLIARI, vice campione del mondo nel 1970. Per non dimenticare il passato e guardare con ottimismo al futuro.

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