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Gli ex rossoblù ricordano Riva: “Un mese pesantissimo, senza di lui”

Intervenuti alla trasmissione "Il Cagliari in diretta" su Radiolina, alcuni ex rossoblù hanno ricordato Gigi Riva a un mese dalla scomparsa.

TOMASINI. “Il mese senza Gigi è stato bruttissimo. Io e Sandro Camba andavamo ogni settimana a trovarlo. Tutte le volte che lasciamo la sua casa, ci diceva sempre la stessa cosa: ‘Tornate quando volete, casa mia è casa vostra’. Ogni iniziativa che la cittadinanza e i Comuni gli hanno dedicato, è meritata. Ho perso un grande amico. Lo sguardo sornione, che ti dava insieme all’amicizia dopo averti studiato, era una parte di lui“, afferma un commosso Beppe Tomasini.

CAMBA. “Questo periodo è stato un macigno. Il nostro rapporto è nato nel 2009, per i problemi di salute di Claudio Nenè. Fui nominato tutore legale e, il giorno prima di accettare l’incarico in tribunale, Gigi volle conoscermi. Mi diede la sua ‘benedizione’,  a patto che lo avvisassi di qualsiasi cosa. Da allora è diventata un’amicizia forte, ha voluto conoscere la mia famiglia“: Sandro Camba è diventato un membro non giocatore di quel grande gruppo.

REGINATO. “Ricordo sempre quella mezzoretta, dopo gli allenamenti, con le esercitazioni al tiro di Gigi. Avevamo un ottimo rapporto, intriso della sua semplicità e dell’umiltà che manifestava sempre. Impossibile dimenticarlo, impossibile che nasca un altro come lui. Le difficoltà che ha vissuto nella sua esistenza lo hanno forgiato“: l’ex portiere Adriano Reginato ricorda così Riva.

CERA. “La mancanza di Riva è una sensazione forte, che mi ha portato uno strascico emotivo importante. Siamo stati compagni per dieci anni e la sua scomparsa l’ho appresa alla televisione: mi sono sentito mancare. Tutti i giocatori di quel Cagliari, bene o male, erano legati tra loro. Io e lui eravamo come fratelli, così come i ragazzi che all’inizio erano scapoli: sempre insieme“: il capitano dello Scudetto, Pierluigi Cera, interviene telefonicamente e condivide il suo dolore per Gigi.

SELVAGGI. “Il nostro legame era fortissimo. Giocavo nel Taranto in Serie B e mi volle portare a Cagliari. Ho pianto alla sua morte, e non mi accade facilmente. Era mio fratello maggiore. Cinque mesi fa venni a Cagliari e il figlio Nicola mi contattò: Gigi desiderava incontrarmi. Senza di lui, non sarei arrivato da nessuna parte. Come Gigi Riva, con le sua qualità calcistiche e umane, non ne nasceranno più. Per lui parlano i fatti e l’amore che ha saputo suscitare ha travalicato i confini della Sardegna. Un uomo eccezionale“: Franco Selvaggi fu scelto da Riva e da Cagliari la sua carriera prese il volo.

GREATTI. “Portare il Cagliari in Serie A fu un’emozione, così come lo Scudetto. Nel cuore dei sardi, la nostra squadra è rimasta intatta in tutto questo tempo. Ho trascorso sette anni da calciatore qui e non posso minimamente paragonare quest’esperienza con nessun’altra. Non sono riuscito ad andare al funerale di Gigi, troppa tristezza e non ce l’ho fatta“: Ricciotti Greatti, come Riva e diversi altri del grande Cagliari, ha deciso di restare per sempre a Cagliari. “Amo la Sardegna“.

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