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Il dribbling di... Mario Frongia

IL DRIBBLING DI… Mario Frongia. Cagliari: altre due settimane di Quaresima

In attesa del debutto in campionato di lunedì con lo Spezia, Semplici deve capitalizzare al meglio caratteristiche e qualità della rosa

Fino al 31 agosto un mercato feroce, senza cash, in cui tutti cercano il colpaccio a “pagherò” o quasi. Il Cagliari non fa eccezioni, anzi. Ma essere ottimisti non guasta. Il passaggio del turno in Coppa Italia a spese del Pisa è stato un buon balsamo: si giocherà contro il Cittadella a dicembre. Intanto, la vittoria – e a tratti, anche se con avversari di una categoria inferiore, anche per atteggiamento e organizzazione – premia la praticità e il buon senso di Semplici. Ma anche la bontà degli acquisti di Strootman e, da riconfermare, di Dalbert. Il 3-1 dà forza al gruppo e al club, specie in vista dello Spezia. “Si vince e basta” scrive un tifoso. Vero, il bersaglio di lunedì, in casa alle 18.30, devono essere i 3 punti. Intanto, c’è da accelerare sulle questioni Godin e Nández. Poi, ci sarebbe da cercare un sostituto all’altezza di Rog. Forse, servirebbero una punta e un terzino destro. Pronti per la A. Vecchie storie, forse, destinate a rimanere tali.

NOTARELLE
“Un uomo solo al comando” è il titolo del libro di Paolo Alberati su una leggenda del ciclismo mondiale: Fausto Coppi. Adesso che mi ci fate pensare è esagerato abbinarlo al presidente del Cagliari. Sono stato generoso e incauto. Quindi, altro che svilimento come qualcuno di voi scrive per colui che decide e vuol decidere sempre tutto. Soldi e fatti suoi? No, non può essere e ne abbiamo già parlato. Intanto, mi viene in mente quando ha proposto a Rafael (oltre 300 gare tra A e B) di chiudere all’Olbia per cinquantamila euro o poco più di stipendio annuo. O ha impedito, chiedendo cifre impossibili, la cessione in Grecia di Deiola, che qui prende la bellezza di 180mila euro. O magari quando ha intralciato, sempre per avere un ritorno economico, il prestito di Tripaldelli. Dallo spogliatoio raccontano che da tutti i tecnici è stata sentita almeno una volta la frase: “Presidente, se vuole fare l’allenatore, io cosa ci faccio!”. Sì, ho esagerato con la definizione. Capita.

Diluvio sul Ninja. Anche se pensavo peggio, ritrovo nelle vostre considerazioni saggezza e piedi per terra. Il tuttocampista è andato all’Anversa. “Per una cifra che mi accontenta”: giocherà per un progetto che ha coppe e scudetto per traguardo. Lo scrivete: è stato onesto. E gli augurate in bocca al lupo: meglio. Meno pregiato fare i conti in tasca ai professionisti. Del calcio, del cinema e della tv, della moto e delle auto, del volley e del basket, del ciclismo e della pubblicità. Loro vendono valore aggiunto, chi lo compra sa di dover lasciare il romanticismo in salotto. Piaccia o meno, va così. E dopo aver firmato un contratto, o stretto la mano promettendo qualcosa, fare dietro front è davvero pessimo. Gigi Riva bandiera? Sono d’accordo, come lui nessuno. Mi vengono in mente Tomasini e Greatti. Hanno vinto qualcosa in rossoblù, meriterebbero una citazione.

Competenza e competenza. Qualcuno l’ha ricordato: “è riuscito a umiliare Zola!”. Vero. Magari Gianfranco non avrebbe dovuto accettare. Ma quando l’ha fatto, con uno spogliatoio in subbuglio, l’Uomo gli ha garantito acquisti pregiati: sono arrivati Diakité, Mpoku, Cop, Gonzales, Brkic. Mi pare che nessuno sia mai stato, prima e dopo, tra i primi dieci per il Pallone d’oro. Per non dire, lo rimarcherò fino alla noia, di Miangue, Andreolli e Van der Wiel arrivati al posto di Isla, Bruno Alves e Murru. I presidenti che vogliono imporre anche la formazione, difficilmente hanno successo.

Le figurine Panini. Per capirci, Diakité e Asamoah, soprattutto per problemi fisici, sono stati acquisti per coprire gli occhi della piazza. Vintage anche Storari e Borriello, Srna e Padoin. Ma andate a vedervi partite e prestazioni di ciascuno. Ed è certo che se a un signore, in campo e fuori, come Padoin avessero dato due soldi – si sarebbe accontentato – e la direzione del settore giovanile, avrebbe dato una mano in alla squadra, curato il vivaio e sarebbe rimasto per sempre a Cagliari. Ma certe scelte, se vanno su persone serie e oneste, oltre che conoscitrici di come rotola un pallone, cozzano contro una politica in cui decide uno e solo uno in tutto e per tutto. Non scordatelo. L’ha fatto anche Cellino. E infatti gliel’abbiamo contestato. Anche duramente. E l’abbiamo pagata con ostracismo, querele e altro. Poi, statene certi, la verità premia e viene a galla.

Tirato per i capelli. Altre segnalazioni riguardano il mio essere “contro” L’Uomo solo al comando. Lascerei perdere, è tempo sprecato ma non esagerate: mi segnalano di qualcuno che ha scomodato Auschwitz. Evito qualsiasi commento, sarebbe tempo sprecato. E anche queste righe sulle vostre affermazioni, non avranno repliche. Intanto, non sono contro, faccio solo cronaca. Ho e difendo, argomentandoli, i miei punti di vista. Opinabili, ovviamente. Di certo, le notizie non possono avere il sigillo di un rogito notarile né provenire da un verbale dei carabinieri.

Potete leggere e farvi un’idea ma le dritte, specie se di mercato, come sanno anche i bambini, cambiano di ora in ora. Intanto, mai scritto, se non positivamente, di Filucchi: ha vinto il triplete e ha un curriculum inattaccabile. È stato una delle scelte migliori dell’Uomo. Mentre vi confermo che c’è stato un abboccamento con Mihajlovic. Poi, con Juric fino al sì per Semplici: che avrebbe meritato la riconferma in mondovisione un minuto dopo la vittoria di Benevento. A proposito, Marcello Carli (altro ds cacciato per aver usato la propria testa) aveva opzionato De Zerbi e lo stesso Juric (libero dal Genoa, il tecnico aveva già chiamato alcuni giocatori rossoblù). Ma l’Uomo è andato a cena con Maran. E ha chiuso. Il resto è noto.

Le citazioni. Se piove non è colpa di Giulini. Certo. Ma se credi di poter tenere tutti in pugno, e negli ultimi sette anni cogli quasi sempre legnate, la riflessione porta sempre al manico. Poi, si ritrovano con Nainggolan che scappa per guadagnare di più – che sa degli stipendi da sballo di alcuni compagni che hanno giocato e dato quasi zero alla causa – dopo mesi di tiritera utile, forse, per tenere a bada aspettative e delusione dei tifosi. Magari, dovranno accontentarsi di qualsiasi cifra per sanare la vicenda Nández. E, se non dovesse trovare un altro club, pagare i quattro milioni di stipendio a Godin. Sul trio, per non perdere tempo pare essere scattato un vecchio trucchetto in epoca di mercato: far circolare la patente di “avidi, irriconoscenti e mercenari”. Comunque sia, butta maluccio. E fate bene a scrivere sui vostri post “Sempre forza Cagliari!”: Semplici e la squadra – tutti i sardi, sportivi e no – ne hanno davvero bisogno.

PS. Meglio lasciar stare la questione Fluorsid. Con meriti gestionali, profitti, investimenti e tutto il resto. Del prima, del durante e del dopo. Ci sono stati reati e sentenze di un tribunale italiano. La proprietà non è né vostra né mia. Ma dell’Uomo solo al comando che guida anche il Cagliari. C’entra? Fate voi.

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