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Gravina a CalcioCasteddu: “Cagliari realtà ben strutturata, stimo il profilo imprenditoriale di Giulini”

Il numero uno della Figc in Sardegna: “Ho da sempre la Sardegna nel cuore, penso che il Centro federale di Oristano debba trovare presto un definitivo e importante sviluppo”

Storie di uomini che contribuiscono a indirizzare e disegnare le storie degli altri uomini. Il percorso di un signore che appena issatosi con merito sulla poltrona più alta del mondo pallonaro tricolore, trova parole al miele per la Sardegna. Frasi e commenti che non fanno parte del protocollo, né di un rituale ingessato coniato su buone cortesie e dintorni. No, Gabriele Gravina non ha bisogno di predellini o di blandire chicchessia. Adora la Sardegna, dove ha amici veri che ricambiano, e da sempre se la gode. Con rispetto per ambiente, bellezze naturali e residenti. Ecco perché suonano vere le esclamazioni del presidente della Figc sull’accoglienza ricevuta al suo arrivo a Cagliari. “Conosco Gianni Cadoni da tanti anni. So quanto siate ospitali ma mai avrei immaginato un’accoglienza così calorosa. Vi ringrazio” ha detto il numero uno.

E a stare attenti, al di là della mascherina d’ordinanza, è parso di scorgere anche un filo di emozione. La Sardegna e il pallone, dunque. La Sardegna e la voglia di riscatto e rivincite. La Sardegna e Gravina, dirigente che conosce la quotidianità. Dai superbig della A ai ragazzini dei campetti di periferia. “La mia federazione non ha figli di un Dio minore, siamo sensibili alle esigenze dei campioni e dei loro club così come a quelle del calcio a cinque, del beach soccer, dell’universo delle disabilità, degli amatori e delle scuole. Le donne? Sposo in pieno il richiamo della ct azzurra Milena Bertolini, e rivendico il mio ruolo di pioniere nel dare supporto, spazio e visione al mondo femminile”. Una sistemata al bavero della giacca, la presa sul microfono e via. “Noi ci muoviamo con equità, ci confrontiamo, riflettiamo e costruiamo giorno dopo giorno un futuro che sia il più fecondo possibile per le nuove generazioni. Da questa visita so che porterò con me preziosi insegnamenti“. Concetti per nulla banali o da agenda preconfezionata. Anzi, meglio sposarli senza se e senza ma.

GIORNATA SPECIALE TRA LIBECCIO E PABASSINAS. “La visita del presidente è per noi motivo d’orgoglio. Sappiamo quali siano i fattori delicati da affrontare in uno scenario complesso e irto di ostacoli a livello nazionale ed estero. Gabriele Gravina ha onorato tutti noi sardi” ha rimarcato Gianni Cadoni, tra uno step istituzionale l’altro. Il presidentissimo Figc ha incontrato, tra gli altri, l’assessore regionale al turismo Gianni Chessa, salutato stringendo la bandiera con i Quattro Mori e un beneaugurante “La vostra terra è ideale anche per le condizioni meteo e per le strutture a diventare polo Mediterraneo di eventi sportivi di alto profilo. Quindi, il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, e il presidente della Giunta, Christian Solinas: “L’auspicio? Studiare, capire e rispondere in fretta e al meglio alle istanze del territorio isolano”. Gravina è giunto in città poco dopo le 11. Gianni Cadoni conosce le dinamiche e le sfumature della vita. Da qui, un primo saluto con i dipendenti e lo staff di lavoro del Comitato regionale di via Bacaredda. Quindi, le strette di mano ideali e ben distanziate con i rappresentanti della politica e degli enti locali. Gravina segnala un monito scolpito sul granito: “Il calcio scolastico nel suo complesso ha avuto duecentomila iscritti in meno. Un numero spaventoso, spero che anche al Governo lo tengano ben presente”

MEDIA, DIRITTI E TUTELA. All’incontro con le testate giornalistiche, tenutosi al THotel, il focus dei quesiti ha avuto per principale riferimento le problematiche più attuali: “Siamo la Federazione gioco calcio e abbiamo un obbligo: giocare. Le risorse del Recovery fund sono basilari e ideali per andare a completare il Centro federale di Sa Rodia a Oristano così come tante altre strutture. Gianni me l’ha descritto a puntino, ci batteremo assieme perché abbia una sua forte strutturazione e divenga vitale e fruibile per l’intera regione. La Sardegna tappa delle eliminatorie mondiale di beach soccer? Beach soccer e non solo”.

Il Centro di Oristano, fiore all’occhiello della presidenza Cadoni, decisa a valorizzarlo a 360 gradi, ha avuto nel primo pomeriggio il plauso del numero uno del pallone italico. Strutture e campionati. L’Eccellenza? Ho buone sensazioni, l’idea è quella di favorire la ripresa e chiudere entro il 30 giugno. Dopodomani – ha spiegato Gravina – ci sarà la riunione degli esperti. La Lega nazionale dilettante ci darà indicazioni che vaglieremo. Sono il primo a volere la ripartenza, in sicurezza e con la tutela degli addetti ai lavori e dei calciatori. Sia chiaro: il calcio non si fermerà. I campionati andranno avanti, sbaglia chi pensa che sia meglio fermarci: il danno non sarebbe solo sportivo e calcistico. Ma anche dal punto di vista sociale ed economico sarebbe un dramma. Che scongiureremo”.

IL PROTOCOLLO, LA SERIE A, LE DONNE, LOTITO. “Il protocollo funziona eccome. Monitoriamo senza soluzione di continuità migliaia di atleti. Certo, può capitare uno o due casi positivi ma è giunta l’ora di armonizzare le procedure seguite dalle Asl. E se salta una gara non è il caso di fasciarci la testa”. Gabriele Gravina va con forza su tutele e diritti. Anche sul caso inerente il presidente della Lazio, Claudio Lotito, poche storie: “Non voglio alimentare polemiche, la Procura di Avellino e la Giustizia sportiva stanno procedendo spedite. La nostra giustizia applica con equità le sanzioni. E vi ricordo che due dirigenti della Roma sono stati squalificati per trenta giorni per non aver usato correttamente le mascherine”.

IL CAGLIARI E LA RINCORSA SALVEZZA. Gabriele Gravina prima di godersi due dita di vermentino e i dolcetti tipici, ha indossato la giacca del filosofo: “Su venti in corsa, una vince e tre retrocedono”. Poi, la mascherina griffata Italia nasconde un filo di sorriso. Il presidente non si è tirato indietro neanche sui rossoblù di Leonardo Semplici. “Con il nuovo allenatore mi pare ci sia stata una scossa. Spiace che siano in questa situazione di classifica, mi auguro che possano raggiungere l’obiettivo. Il Cagliari è una realtà ben strutturata, stimo il profilo imprenditoriale di Tommaso Giulini.

Infine, l’acchito a quel che doveva essere e, causa lockdown, non è stato. “L’anno scorso per la pandemia è saltata l’amichevole dell’Italia alla Sardegna Arena e anche una sorta di festa dei nostri iscritti più giovani con le loro famiglie. Sappiate che nulla è stato cancellato e sono fortemente intenzionato a riproporla quanto prima”. Insomma, un doppio risultato: per il Comitato regionale guidato da Gianni Cadoni anche per il prossimo quadriennio. E per chi continua a divertirsi dando un calcio a una palla. O guardando,e tifando, chi lo sa fare meglio.

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