Fino a qualche mese fa sarebbe stato difficile immaginare un Cagliari senza Yerry Mina nell’undici titolare, almeno in condizioni fisiche ottimali. Il colombiano rappresentava una certezza praticamente indiscutibile, un riferimento tecnico e caratteriale della retroguardia rossoblù. Oggi, invece, qualcosa sembra essere cambiato.
Le ultime scelte di Fabio Pisacane suggeriscono una revisione delle gerarchie difensive, nella quale l’esperienza del colombiano non garantisce più automaticamente una maglia dal primo minuto.
I numeri di Mina nelle ultime partite
Il dato statistico fotografa efficacemente la situazione. Nelle prime dieci giornate di Serie A 2026-27, Mina ha raccolto appena quattro presenze, tutte da titolare, per complessivi 360 minuti.
Dopo i 90 minuti disputati contro Udinese, Juventus e Monza, il difensore è rimasto in panchina contro il Bologna, è tornato titolare nella trasferta con la Roma e ha nuovamente assistito dalla panchina alla sconfitta contro la Lazio.
Il bilancio recente, dunque, non descrive un’esclusione sistematica, ma evidenzia una novità significativa: Mina non è più una presenza “obbligata”.
Deiola, l’alternativa che convince Pisacane
Una delle chiavi di questa trasformazione riguarda Alessandro Deiola, centrocampista che Pisacane ha progressivamente utilizzato anche come difensore centrale. Una soluzione inizialmente dettata dalle necessità, ma diventata una risorsa tattica.
Nella partita contro la Lazio, il capitano ha cominciato al centro della difesa, per poi tornare in mediana dopo l’ingresso di Kofler. La sua duttilità, unita alla conoscenza dei meccanismi della squadra, offre all’allenatore soluzioni che vanno oltre il semplice confronto individuale con Mina.
Kofler, il giovane che scala le gerarchie
A rendere ancora più interessante lo scenario è la crescita di Raphael Kofler, classe 2005, arrivato dal Südtirol e sempre più coinvolto nel progetto tecnico rossoblù.
Contro la Lazio, il giovane centrale è entrato al 32° minuto per l’infortunio di Fadera, prendendo posto nel reparto arretrato. La sua prestazione ha convinto Pisacane, che nel dopogara ha dichiarato: “Kofler, per esempio, ha disputato una grandissima partita“. Già a settembre, il tecnico aveva sottolineato come l’impiego di Mina non fosse un obbligo, evidenziando le condizioni positive del giovane difensore. Un orientamento che trova adesso ulteriori conferme.
Le parole di Pisacane e gli scenari futuri
Particolarmente indicativa la risposta dell’allenatore dopo Lazio-Cagliari, quando gli è stato chiesto conto dell’esclusione del colombiano. Pisacane ha ribadito che Mina è un giocatore come gli altri, definendo provocatoria la domanda e richiamando l’attenzione sulla buona prestazione di Kofler.
Non si tratta necessariamente di una bocciatura definitiva. Mina conserva esperienza internazionale, fisicità e capacità di imporsi nei duelli individuali, caratteristiche che possono ancora risultare preziose.
Tuttavia, in vista della sfida casalinga contro il Frosinone del 7 novembre, il quadro appare decisamente più aperto rispetto al passato. Deiola garantisce affidabilità e duttilità, Kofler rappresenta un investimento sul presente e sul futuro, mentre Mina dovrà contendere il posto ai compagni.



Gennaio è vicino.
Giusto che non ci siano Intoccabili in Squadra specialmente adesso che il Cagliari è in crisi di risultati ed in parte anche di gioco, vanno provate e trovate altre alternative.
Mina però resta un giocatore troppo importante e quando è al Top diventa un giocatore fondamentale, gli manca la ” modernità” di saper portar palla ed iniziare l’ azione senza lentezza.
Ma questo Cagliari ha bisogno di tutta la rosa x centrare l’obbiettivo primario una salvezza possibilmente anticipata e senza affanni.
Mina comunque è esperto ed intelligente, uno sprono in più x tornare ad essere titolare.
Nonostante la caterva di reti subite (12) nelle ultime 4 bastonate, i centrali
Rodriguez,Mina,Kofler e Deiola restano ancora affidabili ed intercambiabili.
Non è più soltanto una questione di arbitro o di sfortuna. È una questione strutturale.
Ancora una sconfitta, stavolta con la Lazio, ancora un gol incassato a pochi minuti dalla fine, ancora un avversario lasciato completamente solo dentro l’area di rigore.
Ma sarebbe riduttivo fermarsi all’episodio. Questo Cagliari mostra carenze che vanno ben oltre il risultato della singola partita. Manca un centrocampista capace di verticalizzare e inventare una giocata. Mancano esterni in grado di saltare l’uomo e arrivare sul fondo per mettere palloni in area. Manca la capacità di cercare la conclusione dalla distanza quando gli spazi si chiudono. E poi ci sono i numeri, che raccontano una partita difficile da interpretare: Possesso palla: Lazio 73% – Cagliari 27%. Precisione nei passaggi: Lazio 92% – Cagliari 72%. Passaggi completati: Lazio 658 – Cagliari 236. Tradotto: il Cagliari sbaglia quasi 3 passaggi… Leggi il resto »
Omonimo, ti sei dimenticato che ha giocato contro la prima in classifica, squadra che ha giocatori come Isaksen e Taylor che il Cagliari si sogna.