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ESCLUSIVA – Buon compleanno, Villa: “Il mio amore per Cagliari”

Un beniamino del pubblico cagliaritano, per i suoi trascorsi con la maglia rossoblù e una fascia da capitano sempre onorata: Matteo Villa, leader difensivo del Cagliari e protagonista della cavalcata europea nel 1993-94, ha risposto in esclusiva alle domande di calciocasteddu.it sul passato e il presente

Matteo Villa è nato a Vimercate (Milano) il 23 gennaio 1970. Difensore cresciuto nel vivaio del Milan, ha vissuto a Cagliari la porzione più lunga e soddisfacente della sua carriera. 264 presenze e 10 reti in campionato tra il 1991 e il 2001, con otto annate in massima serie e due in cadetteria.

Le impressioni sul Cagliari attuale.

Inizialmente era partito abbastanza bene, con un rodaggio naturale da attraversare. Ma nell’ultimo periodo, complice la serie di risultati negativi, potrebbe essere subentrata una sofferenza psicologica. Un episodio positivo, che ti consente di portare a casa la posta, è fondamentale senza curarsi tanto del ‘come’. L’unica cosa che conta ora è tornare alla vittoria, può farti svoltare la stagione“.

Parliamo delle difficoltà del reparto difensivo, settore che conosci molto bene.

Va bene sperimentare, provare. Però non c’è tempo per aspettare nessuno ora, compresi i giovani validi che sono sicuro faranno un’ottima carriera. Sento di dire che, quando una squadra subisce troppi gol, le responsabilità non vadano cercate solo in difesa: può essere sintomo di equilibrio instabile a livello generale“.

Quanto è cambiato il calcio, rispetto alla tua epoca? Pressioni, social network, atteggiamenti…

Il mondo di oggi, più tecnologico, non è per forza peggiore di quello passato. Però i social devono essere usati sempre con moderazione, usando la testa. Perché tutto viene ingigantito e si diffonde in un attimo“.

Il centenario del Cagliari ti ha visto protagonista del documentario celebrativo “A chent’annos” su Sky, in una chiacchierata con Massimiliano Allegri e Aldo Firicano che sono stati tuoi compagni nel Cagliari europeo: nell’occasione, riconoscesti che erano stati i migliori anni della tua vita.

Assolutamente sì: gli anni vissuti a Cagliari sono stati i più belli della mia vita, e lo ribadisco. Sono nati a Cagliari i miei due figli, lì ho trascorso il periodo migliore della carriera sportiva. Certo, ci sono stati nel tempo anche momenti non altrettanto belli. Sento la Sardegna in maniera viscerale, così come molti altri miei ex compagni. La Coppa UEFA ha rappresentato l’apice: non siamo stati molto fortunati con il tabellone, che ci mise di fronte a due squadre italiane tra quarti e semifinale. Un peccato, perché in finale con il Salisburgo ce la saremmo potuta giocare. Così contro qualsiasi altra squadra. Vincere la Coppa UEFA con il Cagliari sarebbe stato meraviglioso“.

L’allenatore a cui sei maggiormente legato del periodo rossoblù.

Ne ho avuti diversi, da tutti ho imparato qualcosa. Ma Carlo Mazzone, Oscar Tabarez e Bruno Giorgi sono quelli con cui ho avuto il rapporto più approfondito“.

Puoi raccontare un aneddoto relativo alla tua permanenza a Cagliari?

Dopo il passaggio del turno contro la Juventus a Torino in UEFA, ritornammo in albergo. Eravamo in quattro in stanza insieme a Vittorio Pusceddu, Gianfranco Matteoli e un altro compagno. Vittorio è sempre stato un tipo fumantino: alla quarta-quinta sconfitta di fila a carte, prese il mazzo e lo buttò dalla finestra. Partita finita e tutti a letto, anche se nessuno aveva voglia di dormire!“.

C’è spazio per il calcio nel presente di Matteo Villa?

Lavoro sempre con la mia famiglia, ci occupiamo di calzature. Ma da cinque anni sono rientrato nel calcio, con l’Inter: sono responsabile della fase difensiva nel settore giovanile, dai 15 ai 18 anni. Una grande soddisfazione, in un top club. Da calciatore decisi di chiudere la carriera per mancanza di stimoli. Dopo qualche anno di stacco, ritornò forte il desiderio di occuparmi di nuovo di calcio e ho avuto l’opportunità di rientrare“.

Un messaggio dedicato ai tifosi del Cagliari.

Sono davvero felice ogni volta che posso ritornare a Cagliari, perché lì ho lasciato tanti amici. Soprattutto perché vivo il grande affetto della gente e dei tifosi, bellissimo. Posso dire una cosa: io ho cercato di dare sempre il massimo per i colori rossoblù. Ma è stato decisamente meno di ciò che ho ricevuto e che ricevo tuttora“.

Buon compleanno, campione!

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