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L’Antitrust contro il Cagliari (e altre otto società di A): “Diritti dei tifosi non rispettati”

Dopo l’inchiesta aperta a gennaio, l’Autorità garante della concorrenza del mercato conferma il mancato rispetto di alcuni diritti dei consumatori

Una accusa che ha sollevato una questione importante. Come riportato su La Gazzetta dello Sport, dopo l’apertura a gennaio dell’inchiesta da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato sul mancato rispetto di alcuni diritti dei consumatori/tifosi, delle nove società di Serie A (Atalanta, Cagliari, Genoa, Inter, Lazio, Juve, Roma, Milan e Udinese), solo Milan e Udinese avevano poi regolarizzato le clausole riguardo i rimborsi, mentre il Cagliari non ha operato modifiche complete. Permangono quindi nelle altre sette delle clausole vessatorie che non permettono ai tifosi di richiedere i rimborsi dell’acquisto dell’abbonamento annuale e del biglietto per una singola gara.

L’Antitrust aveva accertato “la vessatorietà di alcune clausole contenute nelle condizioni contrattuali relative all’acquisto dell’abbonamento annuale e del biglietto per la singola partita in quanto non viene riconosciuto il diritto dei consumatori a ottenere il rimborso di quota parte dell’abbonamento o del singolo titolo di accesso in caso di chiusura dello stadio o di parte dello stesso; ottenere il rimborso del titolo di accesso per la singola gara in caso di rinvio dell’evento causato sia da fatti imputabili alla società, sia da circostanze che prescindono dalla responsabilità di quest’ultima; essere risarciti del danno qualora questi eventi siano direttamente imputabili alla società”.

L’Antitrust ha precisato che il Cagliari ha cambiato la formulazione delle clausole, ma permane la vessatorietà “per le clausole che escludono il rimborso del titolo di accesso in ipotesi diverse dall’inadempimento colpevole della società”. Milan e Udinese hanno invece rimosso “i profili vessatori nelle nuove versioni delle condizioni contrattuali adottate dopo le comunicazioni di avvio dei procedimenti”.

Secondo il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, “è un’ottima notizia. Una vittoria per i consumatori e una conferma della bontà delle nostre tesi. Avremmo preferito, però, ci fosse anche una condanna di tipo pecuniario per queste squadre che, a differenza di altre, come il Napoli, non hanno accettato spontaneamente di modificare le loro condizioni di abbonamento e si sono ostinatamente rifiutate fino ad oggi di riconoscere i diritti dei consumatori. Ora i tifosi che non hanno ottenuto il rimborso di quota parte dell’abbonamento o del singolo titolo di accesso in caso di chiusura dello stadio o nel caso la gara sia stata rinviata hanno diritto ad avere la restituzione dei soldi, ottenendo anche un risarcimento nel caso il rinvio sia direttamente imputabili alla società di calcio”.

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