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TS – Giulini 1: “Giocheremo nel nuovo stadio dalla stagione 2023/2024”

Il presidente del Cagliari ha parlato della crisi generata dal Coronavirus che ha inciso anche sul calcio: “Chiediamo un aiuto al governo”

Il patron del Cagliari, Tommaso Giulini, ha rilasciato un’intervista fiume ai microfoni di Tuttosport in cui spazia su vari temi dalla crisi dettata dal Covid alla scelta di affidare il progetto tecnico ad Eusebio Di Francesco. 

LUNGO TERMINE.Il Cagliari lavora per trovare una identità con un nuovo allenatore. C’è entusiasmo, come sempre quando si riparte con un progetto nuovo. Si è anche ringiovanito la rosa. Ci auguriamo di vedere nel giro di poche giornate i frutti del lavoro. Ma ci vuole pazienza. Lo dico anche ai tifosi. Questo per noi deve essere necessariamente un progetto di gioco a lungo termine“.

STADIO NUOVO.Il Covid ha rallentato il progetto, abbiamo preso qualche mese di ritardo. Ma poi siamo ripartiti con la progettazione non appena è finito il lockdown. Ci auguriamo di depositare in Comune il progetto esecutivo definitivo e il nuovo piano economico finanziario nel primo trimestre del prossimo anno. Non ce la facciamo più a inaugurare lo stadio già nell’estate del 2022, come si poteva sperare un tempo. Mi auguro fra 3 anni, l’obiettivo più realistico ora è questo: per poter utilizzarlo nella stagione 2023-2024“.

SISTEMA IN CRISI.A oggi lo scenario dice che i partner commerciali purtroppo sono diminuiti, i ricavi della biglietteria si sono azzerati e il mercato si è svolto in tono minore. Credo che lo Stato dovrebbe avere un occhio di riguardo anche per l’industria calcio, come per gli altri settori. Il calcio non può essere considerato l’unico settore da non aiutare, quando invece genera un reddito fiscale enorme. Interessa a milioni di persone, non si può pensare che scompaia la metà dei club, non ci si può permettere di fare fallire la metà del mondo del calcio. Ci auguriamo un intervento forte dello Stato, che può riguardare la parte fiscale, innanzi tutto. Un aiuto, un sostegno, agevolazioni. Cominciando dall’Irpef. L’appello allo Stato deve essere lanciato con forza dalla Federcalcio, dalla Lega di serie A, da noi presidenti“.

LA SERIE A SI AFFIDA AD UN FONDO.Prevedo un mese complicato: il fondo fa gli interessi dei propri investitori e noi dovremo fare i nostri. Immagino 30 giorni estremamente complicati, mi auguro che si arrivi alla conclusione della negoziazione. In questo momento il calcio ha bisogno di un grande professionista indipendente. La figura essenziale sarà il Ceo che sarà nominato dal fondo, al fine di recuperare terreno rispetto a Inghilterra, Spagna, Germania. Lì valorizzano molto di più di noi il prodotto calcio“.

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