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Pavoletti: “Spero di giocare almeno un minuto in questo finale di campionato”

Ospite su Radiolina l’attaccante del Cagliari ha parlato del momento della squadra e del suo ritorno in campo a distanza di quasi un anno dall’infortunio

La voglia di rientrare, il Cagliari post lockdown e non solo. Leonardo Pavoletti è stato ospite a Radiolina, nella trasmissione Il Cagliari in diretta.

LE PAROLE DI PAVOLETTI. “Sto bene. Mi sto allenando nonostante un gran caldo. I ragazzi stanno andando alla grande. Non è facile per nessuno giocare ogni tre giorni, soprattutto in questo periodo dell’anno. I tifosi? Quando mi vedevano allenare al Poetto non ci credevano. Poi, finito l’allenamento con sabbia e acqua, compariva il pallone e allora era un’altra cosa. Quando fai la riabilitazione se non diversifichi, vai fuori di testa. Detto questo mister Zenga crede molto nel lavoro di fatica e forza con la sabbia. Con la mia compagna stiamo pensando a mettere radici qui a Cagliari. Ho ancora tre anni di contratto.Vediamo cosa accade… Il mio infortunio? Sono stati momenti molto brutti. Mi è caduto il mondo addosso. Anche la società ha vissuto un momento non facile e non sapeva cosa e a chi credere, senza contare mio padre che mi conosce come nessun altro, che mi chiamava allibito per quanto leggeva. Oggi coi social ci si può inventare di tutto. A livello umano è stata una mazzata…

“Ho messo la pulce nell’orecchio al presidente e al ds. Voglio giocare almeno un minuto. Due infortuni al crociato non sono il massimo della vita. L’obiettivo era settembre, ma voglio giocare almeno nell’ultima partita. Se poi contro la Juventus, con il pubblico negli spalti, sarebbe il massimo. Sono andato a vedere Cagliari-Atalanta e sembrava un allenamento. Le motivazioni in una partita, pubblico o no, le devi avere. Uno stadio senza nessuno a me non piace. Dopo il  Napoli, questa è la squadra più forte dove ho giocato. Peccato non aver dato una mano per via dell’infortunio. Joao è più forte di me di testa e non scherzo. Zenga? Quando è arrivato non c’ero perchè ero in Austria, poi ci si incontra tutte le mattine quando faccio terapia. Per noi trovarti davanti un ex giocatore di livello assoluto,che ti insegna tanto ti regala soddisfazioni. Il giudizio sul campo lo posso dare quando mi allenerò e giocherò. Tra i più in forma vedo Simeone. Il mio idolo? Marco Van Basten!. Il mio gol più bello? Durante Genoa-Inter, quando segnai un gol all’Inter e dissi, cavolo ho segnato contro di loro: allora sono un giocatore di Serie A“.

 

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