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Cagliari 1920 - 2020

La stagione 2014/2015: Cellino ai saluti. Arriva Giulini, ma è subito serie B

Dopo ventidue anni di sodalizio, l’imprenditore di Sanluri si fa da parte e cede il pacchetto azionario della società all’imprenditore milanese. Ma la prima stagione è da dimenticare

PASSAGGIO DI CONSEGNE. Il 5 giugno 2014 viene firmato un preliminare di cessione tra Massimo Cellino ed il leader della Fluorsid, già consigliere dell’Inter, Tommaso Giulini. Il tutto al culmine di un periodo in cui a Cagliari giunsero  figure più o meno fantomatiche “interessate” all’acquisto della società rossoblù: dagli imprenditori arabi, al fondo americano rappresentato da Luca Silvestrone. Tralasciando le avventure di quest’ultimo, alla fine è lo stesso Giulini a spuntarla.

IL BOEMO. Ebbene sì! Giulini riesce nell’intento di portare a Cagliari Zdenek Zeman, cultore del calcio offensivo e del 4-3-3. Il giorno della presentazione al T-Hotel sono almeno 200 i tifosi accorsi ad acclamarlo.

IL CASO ALMUNIA. Tommaso Giulini è stato un portiere e, dopo aver scelto Francesco Marroccu come direttore sportivo, vuole dedicarsi lui stesso alla scelta del portiere. Dopo i giovanissimi Alessio Cragno e Simone Colombi, il presidente convince Manuel Almunia Riveiro, ex portiere di Arsenal e dalla grande esperienza in Champions League, ad abbracciare la causa rossoblù. Ma dopo la presentazione con il resto della squadra vengono evinti dei problemi al cuore che fanno saltare il tesseramento.

IL MERCATO. Vanno via Pinilla, Perico, Ibraimi, Astori, Eriksson, Nene, Adryan e, tra lo stupore generale, Avramov. Arriva il trio dall’Inter Benedetti-Crisetig-Longo che deluderà in lungo e largo. Da Bari e Pescara arrivano Ceppitelli, Capuano e Balzano, dalle giovanili del Verona Donsah, mentre dallo Sparta Praga dopo una lunga trattativa Josep Husbauer. Per l’attacco c’è il fedelissimo del boemo, Farias ed il giovanissimo Caio Rangel.

LA STAGIONE. Dopo un buon inizio con il pareggio contro il Sassuolo, arrivano le sconfitte, alcune decisamente brucianti. Le uniche due vittorie della prima gestione Zeman sono in trasferta contro Inter ed Empoli, ed entrambe con 4 reti all’attivo. Dopo la sconfitta interna contro la Juventus di dicembre Giulini opera il primo esonero della sua gestione, sollevando il tecnico boemo e chiamando Gianfranco Zola. Nel mercato di gennaio si cerca di correre ai ripari: viene chiamato l’esperto portiere Brkic, dopo aver tentato in tutti i modi di riportare Avramov alla base, mentre per l’attacco arriva il croato Cop. Arrivano pure il difensore Diakite ed il trequartista M’Poku. Proprio nell’ultimo giorno di mercato sfuma Alberto Gilardino.

Per quanto avesse promesso un Cagliari d’attacco, i tifosi si rendono conto che Zola è un tecnico che ha molta paura di “prenderle“. Il suo Cagliari riesce a vincere qualche partita, ma spreca incredibili occasioni per fare punti a causa del suo atteggiamento molto rinunciatario.

Giulini richiama Zeman per salvare il salvabile: niente da fare perché, dopo il pareggio a tredici secondi dalla fine contro l’Empoli, il giocatori iniziano a fare di testa loro senza seguire le direttive del mister, il che lo costringono a dare le dimissioni, cosa accadutagli davvero di rado in carriera.

Nella confusione più totale la spunta il nome di Gianluca Festa. La squadra sembra sempre più rassegnata verso la serie B. Ma l’ex difensore rossoblù riesce a caricare opportunamente la squadra e, soprattutto, a fornire un minimo di gioco decente. Arrivano le vittorie contro Fiorentina e Parma che sembrano riaccendere un minimo di speranza, che viene cancellata il 17 maggio quando il palermitano Vazques consegna alla squadra il pass ufficiale per la serie cadetta.

A margine dell’ultima gara (vittoria per 4-3 sull’Udinese) giocata in un clima surreale, Daniele Conti dà l’addio al calcio giocato, mentre lo stesso Giulini dichiarerà in conferenza che il prossimo allenatore del Cagliari sarà “un allenatore con la cazzima…”. Ma questo lo vedremo nella prossima puntata.

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