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Cagliari 1920 - 2020

La stagione 2001/2002. Disastro Sala: a salvare il Cagliari ci pensa Sonetti

Prosegue il nostro cammino che ci porterà a toccare tutte le tappe più importanti dei cento anni della storia rossoblù: Cellino parte col mago di Saronno, poi tocca a Nuciari. Ma la svolta arriva col tecnico di Piombino

Non è un bel periodo per il Cagliari, che anche in questa stagione faticherà non poco a mantenere la categoria, fallendo nuovamente l’assalto alla Serie A.

RIVOLUZIONE. Cellino programma per tempo la nuova stagione, partendo dalla guida tecnica: arriva Antonio Sala, da molti soprannominato il mago di Saronno. Sala è reduce da un bel biennio al Siena, ma le perplessità che si palesano dietro questa scelta sono subito tante. L’ex tecnico bianconero si porta dietro i suoi fedelissimi: si tratta dei centrocampisti Colasante e Cavallo, e del portiere Mancini. Arrivano anche Gorgone Pantanelli, De Angelis, Dionisio e il giovane attaccante Mauro Esposito. Per contro, vengono ceduti quasi subito Beghetto, Diliso, Medri, Buso, Orlando, Scarpi e Mayelè, Un pensiero a parte merita il capitano, Matteo Villa, che lascia il Cagliari dopo dieci stagioni. Si aggiunge anche Emiliano Melis, rientrato dal prestito con l’Alessandria, mentre a stagione iniziata sbarcano in Sardegna Cudini, Negri e Langella, quest’ultimo dalla Torres.

L’AVVIO DI STAGIONE. Dopo un doppio pareggio a reti inviolate, arrivano tre sconfitte consecutive. Una in particolare, è molto pesante: il 4-2 subito a Crotone lascia il segno nei pensieri di Cellino. La classica goccia che fa traboccare il vaso è la sconfitta sul campo del Modena: 3-0 secco, Cagliari penultimo in classifica ancora senza vittorie. Il presidente rossoblù decide così per il cambio.

LA COPPIA NUCIARI-MATTEOLI. Inizialmente Cellino opta per una soluzione interna, affidando la squadra all’allenatore in seconda Nuciari, affiancato da Matteoli. Il duo esordisce con un pareggio a reti inviolate al Sant’Elia contro la Reggina, con Daniele Conti che sbaglia un rigore decisivo. La gara successiva è a Pistoia: altra sconfitta, e Cagliari che precipita all’ultimo posto in classifica. Arriva comunque il primo successo, quello sul campo del Cittadella, poi anche la prima vittoria in casa, ai danni dell’Ancona. Ma Nuciari non convince, così Cellino cambia ancora.

ARRIVA SONETTI. Il presidente chiama al capezzale rossoblù probabilmente il meglio per districare situazioni delicate come quella in cui si trova ora il Cagliari: Nedo Sonetti. Il suo esordio è dalla tribuna, a causa di pendenze contrattuali con la Salernitana, e i rossoblù escono sconfitti dal campo dell’Empoli. Ma qualcosa inizia a intravedersi: Sonetti lancia il suo 4-4-2 atipico che si trasforma spesso e volentieri in un 4-2-4, con Esposito e Lucenti a fare da esterni d’attacco molto efficaci. Da quel momento, il Cagliari mette a segno una serie positiva di otto risultati utili consecutivi, seguita poi da un rallentamento che non compromette comunque il raggiungimento della salvezza. Resta il rimpianto per ciò che sarebbe potuto essere se il tecnico di Piombino fosse sbracato in Sardegna in tempi utili.

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