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Fiato corto, atteggiamento rinunciatario o entrambe le cose?

La prestazione del Cagliari ieri a Torino ha lasciato perplessi, soprattutto per quel che riguarda l’atteggiamento troppo rinunciatario. Dettato forse da una condizione atletica non ottimale

Diciamolo subito: nessuno oserebbe pretendere una vittoria all’Allianz Stadium di fronte alla corazzata del campionato, una delle più competitive a livello europeo e mondiale. Ma al triplice fischio del direttore di gara, l’amaro in bocca tra i tifosi rossoblù per quanto mostrato ieri dal Cagliari è rimasto, eccome. La squadra messa in campo da Maran si differenziava da quelle delle ultime uscite per la sola assenza di Pisacane al centro della difesa, sostituito dal polacco Walukiewicz che, a dirla tutta, non se l’è cavata per niente male. L’errore di Klavan lo ha messo in cattiva luce, ma è chiaro che un passaggio in orizzontale davanti alla propria area, con un certo Cristiano Ronaldo come avversario, se non è da definirsi suicidio poco ci manca.

Il tema della gara è stato l’atteggiamento francamente disarmante di Joao Pedro e compagni: di attesa, assolutamente rinunciatario. In quelle condizioni, il gol dei bianconeri presto o tardi sarebbe arrivato. E non ci si può certo mangiare le mani per la pur buona occasione capitata sui piedi di Nainggolan. Aspettare i campioni d’Italia in quel modo non poteva portare molto lontano, e così è stato: l’errore di Klavan ha poi dato il via al Ronaldo day, senza possibilità di replica.

Ma è stata solo una strategia sbagliata o c’è dell’altro? E sì, perché anche la condizione atletica della squadra non è sembrata delle migliori: Nandez è apparso più stanco di quando è arrivato in estate, col campionato argentino sul groppone. Cigarini ha commesso numerosi errori, anche sui passaggi banali. E l’attacco non ha potuto esprimere praticamente nulla perché i palloni andavano in un’altra direzione. La catena di sinistra rossoblù, poi, ancora una volta non ha funzionato a dovere. Cuadrado è riuscito a imperversare senza troppi ostacoli dalle parti di Pellegrini, probabilmente non supportato a dovere da Rog. Nella seconda frazione di gioco le cose sono un po’ migliorate: urgono comunque soluzioni appropriate e più durature.

Si potrebbe anche pensare che un atteggiamento del genere sia stato dettato dalla non eccellente forma dei giocatori, ma questo sarà solo la riprova del campo a confermarlo, già sabato prossimo, contro il Milan di Pioli.

Una nota positiva c’è stata: nel grigiore generale si è salvato Olsen, finalmente di nuovo in campo. Ma è chiaro che la sua sola presenza di fronte ai campioni bianconeri non poteva bastare.

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