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Parma, la macchina del tempo: storia e protagonisti

Parma

Il sodalizio ducale, dopo una vita trascorsa lontano dal grande calcio, ha poi clamorosamente scritto pagine molto importanti. Oggi è nuovamente protagonista

RETROVIE. Il Parma rappresenta una delle società più gloriose del calcio italiano, con una storia di successo abbastanza recente. Fondato come Parma Associazione Sportiva nel 1913, ha in seguito cambiato denominazione più volte nel giro di qualche anno per difficoltà finanziarie. Nel 1968 diventa Parma Football Club, due anni più tardi Associazione Calcio Parmense e infine Parma Associazione Calcio. La squadra naviga in Serie C, presentando tra le sue file l’ex azzurro Bruno Mora a fine carriera. In seguito il Parma vive una lunga altalena tra il secondo e il terzo piano della piramide calcistica nostrana, iniziando nel frattempo a sfornare giovani interessanti destinati a un grande futuro: come non citare Carlo Ancelotti e Nicola Berti.

Il giovane Ancelotti nel Parma

METAMORFOSI. La metamorfosi dei ducali prende forma nel campionato cadetto 1989-90: sotto la guida di Nevio Scala, coadiuvato da una banda di giocatori ambiziosi (Minotti, Apolloni, Osio, Melli), arriva la prima storica promozione in Serie A. Nessuno può immaginarlo, ma è l’inizio di un periodo fantastico. Qualificazione Uefa al debutto, grazie anche agli innesti degli stranieri Taffarel, Grün e Brolin. La Coppa Italia, la Coppa delle Coppe conquistata a Wembley contro l’Anversa e sfiorata di nuovo l’anno dopo, la Supercoppa Europea… il Parma diventa un club ricco e di successo, di cui vestono i colori in tanti tra i migliori giocatori italiani e stranieri.

SUCCESSO. Durante la gestione Sacchi arriva a comporre uno dei blocchi principali della Nazionale insieme al Milan, per una realtà solida a cui mancherà solamente lo scudetto: nella stagione 1996-97 gli emiliani arrivano secondi dietro la Juventus, miglior risultato di sempre. La bacheca accoglie inoltre ben due Coppe Uefa, altre due Coppe Italia, una Supercoppa italiana oltre a continui piazzamenti nei piani alti della Serie A con partecipazioni costanti alle coppe continentali. Ma poi…

Lorenzo Minotti, capitano di tanti successi

DECLINO. Il fiume di ricchezza, che negli anni Novanta aveva portato gloria e prosperità in Emilia sotto la proprietà Tanzi, si interrompe nel modo più traumatico. Il crac della Parmalat travolge inevitabilmente la squadra che, nel 2004, cambia nome in Parma Football Club. La successiva gestione Ghirardi terminerà con il fallimento del 2015: nonostante tutte queste vicissitudini il Parma ha sempre mantenuto la massima categoria con risultati lusinghieri. Gli ultimi guai fanno ripartire il calcio in città dai dilettanti. Una brillante ricostruzione guidata con competenza da alcuni grandi protagonisti del passato, su tutti Nevio Scala, riporta in breve tempo Parma nel calcio che conta.

RINASCITA. Il sodalizio ducale ricomincia la scalata nel segno della trasparenza e risale immediatamente la corrente, conquistando tre promozioni a getto continuo come nessuno prima aveva fatto in Italia. Così, nel 2018-19, è ritornata ai nastri di partenza della Serie A. Il gruppo cinese Desports, che deteneva il pacchetto di maggioranza del club, è passato oggi in secondo piano dietro alle realtà italiane Nuovo Inizio (60% delle azioni) e Parma Partecipazioni Calcistiche (10%). Chissà se un domani la piazza parmense riconquisterà l’antica gloria…

Leggi le precedenti puntate: Brescia (24 agosto), Inter (31 agosto)

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