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Spesso non si vede, ma comunque si sente

Le varianti tattiche volute da Rolando Maran hanno chiamato in causa pure Artur Ioniţa che si è da subito calato nel nuovo ruolo

Arrivato tre stagioni or sono per espressa volontà del presidente Giulini, Artur Ioniţa è stato uno dei fiori all’occhiello della campagna acquisti stagione 2016-2017.

Sin dal ritiro precampionato aveva dato prova della sua grinta e della sua determinazione, ma la sfortuna gli si è accanita contro alla terza giornata quando ha pagato la sua generosità a Bologna con la frattura di tibia e perone.

Dopo un calvario di alcuni mesi è rientrato nei ranghi dando il suo contributo alla salvezza con ben 3 goal e tanta sostanza. Insomma, il leone moldavo si è eretto a leader del centrocampo rossoblù.

Passata senza infamia e senza lode la scorsa stagione, quest’anno il neo tecnico del Cagliari ha disegnato per ui un nuovo abito.

Ora non è più una mezz’ala dagli inserimenti pronti e visibili, ma una sorta trequartista atipico che estende la sua spola fino a centrocampo.

La sua oscura, ma costante attività di pressione nei confronti del portatore di palla avversario consentono, infatti, a Lucas Castro di godere di una maggiore libertà di azione, nonché di allargare il proprio raggio di azione sugli out.

Tutto ciò senza dimenticare l’assistenza fornita allo stesso Filip Bradarić. Il lavoro svolto da Ioniţa, per via della sua continua spola tra centrocampo e trequarti, prevede una certo dispendio di energie, non a caso spesso e volentieri lascia il campo stremato.

Un lavoro, insomma, che spesso non si vede, ma si sente, eccome.

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