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Quagliarella, dieci mesi fa la fine di un incubo

Il 19 febbraio di quest’anno, proprio dopo un Sampdoria – Cagliari, Fabio Quagliarella si lasciò andare in un pianto di liberazione per la fine di un vero incubo. L’attaccante blucerchiato fu vittima di uno stalker durante il suo periodo con la maglia del Napoli e per questo fu costretto ad abbandonare la squadra dei suoi sogni. Non solo questo, su di lui i tifosi partenopei, ignari di tutto, apposero il marchio di “traditore” per essere andato agli odiati rivali della Juventus.

Quattro anni e otto mesi di condanna per il poliziotto stalker. Per Quagliarella contro i rossoblù arrivò la rete della rinascita personale. Un gol che segnò un nuovo inizio per lui e la sua famiglia, non segnava da tre mesi. Non fu la prima volta che Cagliari divenne sinonimo di rinascita per l’ex attaccante della Nazionale: il 24 settembre 2014 sempre contro i sardi realizzò il suo primo gol in Serie A con la maglia del Torino. Quello fu l’inizio di una rinascita professionale dopo un periodo ai margini del progetto Juve.

Sabato i rossoblù faranno di tutto per non regalare un altro momento felice al numero 27 blucerchiato. La coppia Quagliarella-Zapata si è rivelata come una delle più pericolose dell’intera Serie A, due clienti ostici per Romagna e compagni. La mancanza di Barella aumenta la minaccia anche a centrocampo, dove l’estro di Torreira è pronto ad innescare le due punte. Alla Sardegna Arena il compito di esorcizzare la buona sorte del bomber di Castellammare di Stabia.

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