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ESCLUSIVA – Speciale Aritzo. Il sindaco Mameli: “Scopriteci”

Da martedì, il Cagliari ultimerà il ritiro precampionato ad Aritzo, fino a domenica 30 luglio. Una piacevole tradizione che si rinnova, che coinvolge il club rossoblù e la piccola cittadina nuorese. Una località dalle mille sfaccettature, descritta in un’intervista esclusiva per Calcio Casteddu dal primo cittadino Gualtiero Mameli.

Accoglienza. “Aritzo ospita il Cagliari per il terzo anno di fila, ne siamo onorati. Evidentemente abbiamo portato fortuna, considerando i risultati ottenuti dalla squadra prima con la promozione dalla B alla A e poi con la salvezza conquistata pochi mesi fa. Nel mondo del calcio esiste anche il fattore scaramantico, ha sicuramente contribuito a farci scegliere nuovamente! Come ogni anno abbiamo cercato di organizzare al meglio l’accoglienza, mettendo a disposizione oltre alle nostre strutture anche il supporto dell’amministrazione comunale e di tanti volontari”.

Il campo da gioco. “La struttura dello ‘Stadio del Vento’ è stata ulteriormente migliorata, in attesa di poter effettuare altri importanti lavori di ammodernamento. Abbiamo predisposto la piattaforma che ospiterà i giocatori impossibilitati a svolgere gli allenamenti con il resto dei compagni. Inoltre la gradinata ha beneficiato di alcune migliorie: sono state posizionate le sedute, di colore rossoblù, totalmente assenti finora. Grazie al Cagliari Calcio ci è stato concesso di utilizzare quelle del vecchio Sant’Elia, di cui abbiamo ottenuto anche altri elementi come la cartellonistica. Il manto erboso ha visto una manutenzione straordinaria, ora in perfette condizioni, ancor più dello scorso anno”.

Aritzo in fermento. “La cittadinanza di Aritzo è felicissima di poter accogliere il Cagliari, sono state predisposte tante bandiere con il logo del club in corrispondenza di numerose abitazioni ed edifici. Notevole la partecipazione generale. L’iniziativa rientra in uno specifico progetto di turismo sportivo che stiamo promuovendo da anni. La crescita a livello numerico degli ospiti che arrivano nel nostro paese in queste occasioni è lenta ma costante. Pochi giorni fa abbiamo avuto la possibilità di ospitare anche il Cagliari Summer Camp, che ha confermato questo trend positivo. Sono giunti ad Aritzo quasi ottanta ragazzi, provenienti da tutta la Sardegna e in qualche caso anche dall’estero. Più della metà di loro, insieme alle famiglie, hanno alloggiato presso le strutture alberghiere locali. Allo stesso modo possiamo parlare dell’Olbia, presente ad Aritzo in questi giorni e che svolgerà il ritiro in due tronconi, lasciando spazio al Cagliari la settimana prossima. Periodo in cui sono già state registrate tantissime prenotazioni, con conseguente tutto esaurito. Nel nostro paese sono in funzione tre alberghi (200-250 posti totali), un agriturismo, alcuni Bed & Breakfast e affittacamere. Tante richieste dal cagliaritano, in maniera particolare. Ovviamente non potrà risolvere al 100% i problemi economici dell’entroterra, ma rappresenta un grande passo in avanti anche a livello di visibilità. Fino a metà agosto Aritzo ospiterà anche altre società sportive che svolgeranno la preparazione qui”.

 

Connubio vincente. “Come è nata la partnership tra il paese e il Cagliari Calcio? Grazie innanzitutto all’impegno dell’assessore allo sport Giuseppe Pili. Ospitammo due dirigenti, l’allora ds Capozucca, Mister Rastelli e il preparatore atletico Esposito. Rimasero favorevolmente impressionati innanzitutto dalla struttura alberghiera che li ha ospitati e li ospita tuttora, e poi dal campo di gioco che in questo biennio ha visto diverse migliorie. Da allora abbiamo proseguito il rapporto con reciproco piacere”.

Sapori e tradizioni. “Dal punto di vista enogastronomico, anche Aritzo come tutti i paesi del centro Sardegna ha le sue peculiarità e le sue tradizioni. Da citare ad esempio i ravioli di patate, un’ampia scelta di vini e la produzione – spesso realizzata sul momento – del torrone. Oppure la carapigna, classico sorbetto al limone, specialità tipica della nostra cittadina. Più che tipica, esclusiva: dal 1600 Aritzo vide i primi “signorotti” affidatari direttamente dal Re del commercio del ghiaccio in tutta la regione. Da allora si è tramandata questa attività fino a prima della Seconda Guerra Mondiale. In seguito il ghiaccio cominciò ad arrivare direttamente dalla Norvegia e poi prodotto autonomamente a Cagliari. Un’azienda di Aritzo si occupa durante il periodo estivo di commerciare la carapigna sulle spiagge sarde. A Pejo si è inoltre recata una delegazione di concittadini per promuovere i nostri prodotti locali”.

Cultura e luoghi d’interesse. “Aritzo può essere anche visitata per l’offerta culturale, che dall’anno scorso può beneficiare di una sede nuova per il museo etnografico all’interno del Parco Pastissu. Il percorso museale prosegue con altre due strutture: la casa padronale De Villa che ospita il museo delle cassepanche intagliate – il lavoro del legname è un’altra prerogativa di Aritzo – in particolare di legno di castagno. Rappresentiamo sia uno dei più importanti produttori di tale albero che ovviamente del frutto. L’esposizione conta alcune decine di esemplari. La seconda struttura a cui facevo riferimento sono le antiche carceri spagnole, edificate alla fine del 1500 e attive fino agli Trenta del Novecento. Alcuni pericolosi banditi venivano presi in custodia ad Aritzo prima di essere trasferiti a Cagliari. Un edificio minuto ma bellissimo, con una notevole volta a sesto acuto in pietra di scisto, rimasto pressoché intatto. Al suo interno si può visitare un museo dedicato alle “brujas”, le donne che nei secoli scorsi erano state incriminate per stregoneria. In cantiere c’è un ulteriore progetto che contiamo di realizzare in occasione della prossima sagra delle castagne: l’allestimento della mostra dedicata al pittore di arte sacra Antonio Mura, attivo nel Novecento, le cui opere sono esposte anche fuori dalla Sardegna”.

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