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ESCLUSIVA – Jeda: “Rastelli ha fatto un grande lavoro. Mi piace molto Joao Pedro”

Jedaias Capucho Neves in arte Jeda è un giocatore che in Sardegna ha lasciato il segno. Brasiliano, classe 1979, Jeda nel gennaio del 2008 passò dal Rimini al Cagliari di Ballardini dato per spacciato ad un girone esatto dal termine del campionato. Tuttavia, anche grazie all’attaccante di Santarèm, i sardi riuscirono ad ottenere una miracolosa salvezza. Jeda, nella sua esperienza in rossoblù durata tre anni, ha collezionato ottantasette presenze impreziosite da ventidue reti. Abbiamo intercettato l’ex giocatore del Cagliari che ha risposto in esclusiva alle nostre domande.

Rastelli ha allungato il proprio contratto con il Cagliari. Che impressione ti ha fatto il mister rossoblù?
“Il Cagliari ha preso un’ottima decisione. Il mister ha fatto un grande lavoro e bisognava dare continuità. Rastelli mi ha fatto un’ottima impressione e penso sia una persona preparata e che ormai conosca benissimo l’ambiente”

Ritieni che il Cagliari nel prossimo futuro possa alzare l’asticella puntando alla qualificazione in Europa League?
“P
enso che il Cagliari ormai sia una squadra solida del calcio italiano. Parliamo di una società seria che lavora in modo accurato. Se continua così potrà sicuramente ambire a qualcosa di importante in futuro”

Facciamo un gioco: trova il nuovo Jeda. Quale calciatore attuale ti somiglia maggiormente?
“Difficile dirlo. Ci sono tanti talenti sia in Serie A che in B. Potrei dirti João Pedro che, per la duttilità tattica, mi piace molto” 

Jeda e la stagione dei miracoli. Che ricordi hai della stagione 2007/2008?
“Il ricordo più bello é la salvezza ma se devo citare una partita dico Cagliari-Napoli 2-1. Un’emozione unica”

Hai lavorato anche con Max Allegri. Già si intravedeva la sua bravura?
“Si, assolutamente. Possedeva grande capacità tecniche e di gestione del gruppo”

Il presente e il futuro di Jeda
“Per adesso sto valutando tante cose e spero comunque di continuare nel mondo del calcio. Vorrei avere l’occasione di giocare ancora in attesa di fare qualcosa di nuovo. Per esempio?
Allenare”.

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