Canzi, tra musica e pallone: con un rimpianto rossoblù

Il responsabile del settore giovanile del Cagliari, Max Canzi, protagonista del podcast di Centotrentuno dedicato a musica e sport: il racconto dell'evento.

Dal nostro inviato a Sa Manifattura (Cagliari)


Max Canzi, responsabile del settore giovanile del Cagliari, è stato l’ospite del podcast “Sei Quarti” realizzato dai colleghi di Centotrentuno. Una proposta che si ripromette, nell’arco di un’ora circa, di far condividere al protagonista tre momenti sportivi e altrettanti flashback musicali. Per complessivi sei mini spezzoni di chiacchierata. Moderatore il giornalista Francesco Aresu, con la partecipazione del medico Daniele Scano (curatore del podcast TAYSK – Three Albums You Should Know).

La Milano degli anni Ottanta

Canzi ha iniziato a raccontare i suoi ricordi più significativi dal punto di vista musicale con un anno non certo qualsiasi: il 1980. Il giovane Massimiliano, allora appena 14enne, fu presente a San Siro per il concerto-evento di Bob Marley. Si è riferito al tipo di atmosfera che si respirasse usando l’aggettivo “fumosa“, tra le risate della sala. Nel medesimo anno, un secondo concerto con mattatore Edoardo Bennato. Tutto realizzato all’insaputa dei genitori, informati a cose fatte della sua partecipazione a tali eventi.

In seguito, il dirigente rossoblù ha rievocato il suo amore viscerale per Vasco Rossi e una canzone ben precisa scelta da un ipotetico mazzo: “Senza Parole“. Gustoso l’aneddoto sul rocker di Zocca, per il quale Canzi ha svelato l’ossessione vissuta dall’ex difensore rossoblù Francesco Pisano: ora sappiamo che non si perde, anno dopo anno, qualsiasi data di Vasco in giro per l’Italia. Da milanese doc, in una città che in quegli anni proponeva tanti personaggi di spessore, Canzi ha ricordato Enzo Jannacci.


Francesco Aresu, Max Canzi e Daniele Scano.

Il rimpianto in Primavera

Sul versante sportivo, ha rievocato gli inizi nel calcio. Un infortunio alla caviglia in moto e, a 19 anni, la scelta di lasciare il calcio giocato per diventare allenatore: con il sogno di raggiungere un giorno dei livelli importanti. Un tecnico precoce, che ha fatto la gavetta nei campionati dilettantistici, guidando giocatori più anziani di lui con cui ha mantenuto un rapporto ancora oggi.

Fondamentale l’incontro con Mario Beretta, definito da Canzi l’uomo della svolta a cui sarà per sempre riconoscente. L’approdo a Cagliari, praticamente di nascosto, per supportare Gianfranco Zola sulla panchina dei sardi. Canzi lo ha definito “persona spettacolare. Ma forse troppo buono e puro per svolgere quel ruolo“. E poi quel rimpianto che brucia tuttora, che riguarda il campionato Primavera alla guida del Cagliari interrotto per Covid e mai più ripreso, con l’Atalanta dichiarata campione d’Italia e i rossoblù subito dietro con ancora lo scontro diretto da disputare.

Menzione finale, in seguito anche alle domande degli spettatori, sulle varie esperienze da allenatore in Serie C con focus sulla parentesi positiva di Olbia e la luminosa esperienza sulla panchina della Juventus Women. E poi una nuova chiamata dalla Sardegna… A cui è stato facile dire di sì.

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