Branca ricorda un passato da giocatore nel Cagliari: “Una volta Ulivieri mi fece fare il libero…”

Lunga intervista a La Gazzetta dello Sport all'attaccante di talento da giocatore e poi uomo mercato dell'Inter del triplete poi

Ci sono anche ricordi col il Cagliari nella lunga intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport da Marco Branca. Nato a Grosseto il 6 gennaio 1965, di ruolo attaccante da giocatore è stato non solo al Cagliari (dal 1984 al 1986 con 52 presenze e 4 reti), ma anche calciatore di Udinese, Sampdoria, Fiorentina, Parma, Roma, inter e Monza con esperienze in Premier al Middlesbrough e in Svizzera al Lucerna.

L’arrivo al Cagliari

“Ero al Grosseto, feci un discreto provino con l’Inter – racconta Branca – ma il presidente Amarugi sparò alto, 50 milioni. Poi comprò il Cagliari e mi portò lì, stipendio da 65.000 lire al mese e neanche tutti i mesi. Così, se non ci accompagnava Reginato con la sua Due cavalli rossa o Nené con una macchina scassatissima, ad allenarci andavamo in pullman: se saliva il controllore, scendevamo. Allenatore Giagnoni, ma lì non metteva il colbacco perché era troppo caldo, e presidente Gigi Riva: a fine partitelle del giovedì si metteva la tuta e mi diceva ‘Guarda come calciare’. Certe sassate…”. 

Attaccante ma una volta libero in rossoblù

Tra i tanti racconti anche questo di Branca, che poi dice: “Arrivai e Radice mi disse tu porta il sacco dei palloni degli attaccanti. Fu vero come fu vero  anche che non gli risposi: ‘Ma certo, mister’. Con Dunga ci capivamo al volo, Batistuta era al primo anno e mi vedeva come un concorrente, ma eravamo diversi, io attaccante molto più duttile. Vittorio Cecchi Gori mi diceva: ‘Lei è bello come un attore, le presenterò qualche mia attrice’. Attrici presentate? Zero”.

A Parma con Zola ma…

“Giocavamo spesso io e lui ed eravamo in corsa per lo scudetto. Sacchi, allora ct, è annunciato al Tardini, ma la sera prima Scala mi bussa in camera: ‘Domani gioca Asprilla: questioni tecniche’. Non fui gentile con lui, e da allora non ho giocato quasi mai”. 

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Enrico
3 giorni fa

Da giocatore non mi è stato mai simpatico. Quando parti per lui parve quasi una liberazione. Da dirigente, poi, non se ne parli…
Non lo rimpiango di certo.

Alliccu66
3 giorni fa

Ricordo i cori in curva nord: Branca Branca Branca, leon leon leon. La scintilla, però, non scoccò….

Fabio Poli
3 giorni fa

Ricordo un gran gol al Sant’ Elia con un pallonetto da centrocampo…

Brigata quagliozzi
2 giorni fa
Reply to  Fabio Poli

All’Arezzo.Pellicano’era fuori dai pali per soccorrere uno dei nostri a terra.Quel giorno segno ‘un gran gol anche Gianni De Rosa

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