Domani, nella sfida casalinga contro il Monza, l’U.S. Lecce renderà omaggio alla memoria di Lorena Isceri, la quarantacinquenne originaria di Squinzano, ennesima tragica vittima di femminicidio.
Il ricordo
In deroga al protocollo consueto, la Società ha espressamente richiesto alla Lega Serie A che, al momento dell’ingresso sul terreno di gioco, i giocatori giallorossi vengano affiancati da alcune ragazze del territorio con il volto segnato da una mano rossa, simbolo della lotta alla violenza sulle donne.
L’iniziativa è promossa da Lecce Love, il ramo sociale del Club, nell’ambito delle attività di sensibilizzazione e contrasto al fenomeno del femminicidio. Con questo gesto, la Società intende stringersi attorno al dolore della famiglia di Lorena e di tutta la comunità salentina, tenendo alta l’attenzione su un orrore che non può e non deve lasciarci indifferenti.
L’assassinio
Lo scorso 3 settembre Lorena Isceri, 45 anni, è stata uccisa dal suo ex compagno, Federico Vella, 36 anni. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo avrebbe rapito la donna e l’avrebbe rinchiusa nel bagagliaio della sua auto, per poi raggiungere l’A1 e gettarla da un viadotto. Lorena Isceri, era riuscita a dare l’allarme al 112, ma quando Vella ha visto arrivare i soccorsi l’ha spinta nel vuoto. Poco dopo, anche l’uomo si è tolto la vita. Dopo la tragedia, il padre della donna, Franco Isceri, aveva lanciato un appello alla politica in un video circolato sui social. “Non è più il momento delle parole, ma di fare qualcosa”, il senso del suo messaggio: un invito a tutte le forze politiche a mettere da parte le divisioni e lavorare insieme per accelerare le procedure e rendere più concreta la lotta contro la violenza di genere.
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