“L’Olbia è stato un progetto importante per noi e per il calcio italiano, la prima Next Gen grazie alla visione di un amico e grande dirigente qual è Alessandro Marino che ha guidato l’Olbia per 8 anni nel professionismo”. Così ha parlato martedì scorso a Milano, prima della Supercoppa Italiana Primavera del suo Cagliari Tommaso Giulini. Purtroppo in neanche due anni, con l’arrivo della Swiss Pro, la speranza e gli annunci di Serie B, sono naufragati. La retrocessione in Serie D, la salvezza della scorsa stagione, le paure di non essere iscritti al prossimo campionato al via domenica. Tutto vero, come le incertezze societarie, con stipendi arrivati con tanto ritardo, la fuga di tecnici (Ze Maria fine scorso torneo e Gatti qualche settimana fa, ne sono la conferma.
“Sul fatto che siamo indietro c’è poco da parlarne – ha detto dopo il brutto 5-0 in Cappa Italia in casa della UniPomezia il neo tecnico Favarin – Siamo indietro di parecchio e l’ha dimostrato la differenza che c’è tra noi e questa squadra. Ci vuole ancora un po’ di tempo per mettere in piedi una squadra con più forza e intensità”. Chiaro che mi aspetto dei nuovi arrivi in squadra. Messaggio chiaro alla società. Una situazione che i tifosi non meritano, a partire dall’avvio del campionato domenica ad Albalonga, con l’Olbia che parte dal -2 in classifica. In organico ci sono calciatori come Ragatzu (tornato per amore della squadra) che hanno giocato In Serie A, oltre a Biancu (non certo l’ultimo arrivato) come i figli d’arte Lucarelli e Maspero. Speriamo che la situazione si sistemi. Perchè ad oggi, ko come quello di domenica, sono difficilmente evitabili.


