La crescita di Alessandro Romano è una delle storie più interessanti di questo avvio di stagione. Il centrocampista classe 2006, oggi protagonista con il Cagliari e convocato dalla Nazionale italiana, ha attirato l’attenzione dopo un percorso che sta bruciando tutte le tappe. La domanda che accompagna la sua esplosione è inevitabile: perché la Roma non ha puntato fino in fondo su di lui?
Il percorso a Trigoria
Romano è arrivato nel settore giovanile giallorosso e ha vestito le maglie di Under 17, Under 18 e Primavera. È proprio con la formazione Primavera che ha iniziato a mettere in mostra le proprie qualità: capacità di regia, talento tecnico, fantasia e anche un buon contributo realizzativo.
Con la Primavera della Roma ha raccolto 11 gol e 5 assist in 63 partite, numeri che hanno attirato l’attenzione dello staff della prima squadra. L’allora tecnico Gian Piero Gasperini ha deciso di inserirlo nel gruppo dei grandi, portandolo ad allenarsi con la prima squadra e concedendogli anche l’esordio in Serie A contro Sassuolo e Lecce.
A gennaio il percorso di crescita è proseguito con il trasferimento in prestito allo Spezia, in Serie B. Terminata l’esperienza ligure non certo fortunata e culminata con la retrocessione in C, Romano è tornato a Trigoria, ma nell’estate successiva il club si è trovato davanti a esigenze economiche legate alla gestione del bilancio.
La Roma aveva infatti la necessità di realizzare alcune plusvalenze per rispettare gli impegni derivanti dal settlement agreement firmato con la UEFA nel 2022.
La scelta del Cagliari
Sul giocatore si erano interessati anche altri club, con proposte basate sulla formula del prestito con diritto di riscatto. La Roma e il calciatore, però, avrebbero preferito una soluzione definitiva: il club per ottenere un’operazione utile a bilancio, il giocatore per trovare una squadra pronta a puntare concretamente su di lui.
La scelta è così ricaduta sul Cagliari, che ha chiuso l’operazione con un prestito con obbligo di riscatto per una cifra complessiva di 6,5 milioni di euro, bonus inclusi. Nell’accordo non sono stati inseriti né un diritto di recompra per la Roma né una percentuale sulla futura rivendita.
L’operazione del Cagliari
La scelta del club rossoblù si sta rivelando particolarmente azzeccata. Il direttore sportivo Pietro Accardi è riuscito a portare in Sardegna un giovane talento con margini di crescita importanti, garantendo al Cagliari un investimento a condizioni favorevoli.
Forse la Roma non c’ha visto lungo sul giocatore, ma il Cagliari è stato bravo a garantirselo alle condizioni più favorevoli. Romano ha poi trovato immediatamente spazio e fiducia sotto la guida di Fabio Pisacane, diventando uno dei protagonisti del grande avvio di stagione rossoblù.
Il confronto con il caso Palestra
L’operazione Romano mostra una grande differenza con quella di Marco Palestra l’anno scorso.
Il giocatore, valorizzato in Sardegna ma in prestito secco dall’Atalanta, è poi stato ceduto dal club bergamasco per una cifra importante di ben 60 milioni di euro, senza che il Cagliari potesse beneficiare economicamente dell’operazione.
Una situazione che aveva lasciato qualche riflessione all’interno dell’ambiente rossoblù, specialmente da parte del presidente Tommaso Giulini che si era complimentato sì con l’ex ds Guido Angelozzi per aver portato in rosa un giocatore così forte, ma che non ha mai nascosto il suo disappunto per la formula del prestito secco.
Una posizione, quella contraria ai prestiti secchi, che Giulini aveva già espresso anni fa per il caso di Luca Pellegrini. Al tempo il terzino fu una grande rivelazione di casa Cagliari, arrivato a gennaio 2019 proprio dalla Roma in prestito secco e poi rivenduto in estate dai giallorossi alla Juventus per oltre 20 milioni dopo mezza stagione in Sardegna. Il Cagliari riottenne Pellegrini in prestito dai bianconeri, ma di quei 20 milioni non vide un euro, nonostante la valorizzazione fosse interamente di marca rossoblù.
Giulini ora spera che la storia di Romano possa avere un epilogo diverso e che il talento del centrocampista possa trasformarsi anche in un’importante opportunità sportiva ed economica per il Cagliari. E se plusvalenza dovesse essere, grande merito andrebbe al lavoro del ds Accardi.



Il vero problema è stato che l’ Atalanta ce lo ha dato in prestito secco xchè credeva che il giovane Palestra avrebbe fatto bene ed il ” botto” a Cagliari.
La Roma non ha creduto in Romano ed ha preferito incassare circa 6,5 Mil. il prox. anno.
Il Cagliari ci ha visto bene nel portare due emergenti in RossoBlu.
Romano x ora ha disputato solo 5 partite in A………deve lavorare tranquillo e sereno, l’ ambiente è ideale x dimostrare quanto vale.
Noi abbiamo una TESTA BIONICA al comando, non come me che sono sì un TESTA però di CCCAAAZZZZZOOO fortunatamente
Bravo ACCARDI!giovane spero possa aprire un ciclo e lavorare in silenzio sottotraccia a suon di ottimi contratti,come aveva fatto Bonato poco ricordato per gli ottimi contratti senza ombre…aveva anche uno stile Cagliari nelle interviste pacato ma chiaro(Caprlile,Gaetano,Felici,Luperto,Mina,Piccoli contratti puliti in favore delle plusvalenze Cagliari ed amche un buon prolungamento ad Obert già sotto la lente dei falchi)l’opposto della Cricca ANGELOZZI/GIUFFRO/INTER…
O ANGELOZZI/DEA/ZERO…
Riportate PALESTRA a CAGLIARI …quel ragazzo lo stanno distruggendo!!
Rrrrrrrrootttooiiinnqqquulooo
Ciò che è costato il posto ad Angelozzi!!
Pisacane
Angelozzi non ci è riuscito solamente perché i Percassi hanno messo una condizione, o prestito secco o nulla.
e allora Signor Percassi, nulla, alla prossima, amici come prima.
Il punto è un’ altro. Io lo vedo più come favore personale nella speranza di un “buon rendere”. Le dinamiche del calcio sono complesse e poco lineari a volte. Qualcuno ci ha guadagnato di certo.
Valorizzare un giocatore degli altri significa non valorizzarne uno nostrano ci saremmo salvati anche con Zappa o un’ altro buon giocatore di B.
Se il Cagliari non inizia a difendersi resterà sempre vassallo.
Diciamo che i prestiti con obbligo di riscatto talvolta possono essere anche rischiosi, ma nel caso di Romano i numeri parlavano già a suo favore, si era già visto il suo talento e si è andati più sul sicuro, poi le esigenze economiche per la gestione del bilancio della Roma hanno fatto il resto, però bravo il Cagliari, perchè la stessa operazione avrebbe potuto farla anche un’altra squadra.
A volte è solo casualità. In italia ci sono tanti Romano e tanti Palestra ma bisogna saperli distinguere. Certo che se continuano a fidarsi solo degli stranieri già affermati…
E quelli che scrivevano Giulini ed Accardi incompetenti sì son ritirati a vita Privata❓