Il ritorno di Ekdal: perché sì e perché no

Ekdal

Le voci relative ad un clamoroso ritorno del centrocampista svedese si fanno sempre più pressanti. Ecco una breve analisi su eventuali pro e i contro di questa manovra.

Il pubblico rossoblù non si è certo dimenticato del vichingo svedese Albin Ekdal.

Arrivato a Cagliari in punta di piedi nell’estate del 2011, ha disputato ben 5 stagioni con la maglia rossoblù diventando assoluto protagonista specie dopo la cessione di Radja Nainggolan alla Roma.

Ben 122 presenze condite da 8 goal e 5 assist. Indimenticabile la tripletta rifilato all’Inter di Mazzarri in una delle rare domeniche felici di Zdenek Zeman sulla panchina rossoblù.

Il suo ritorno potrebbe risultare utile alla causa del Cagliari? Analizziamo brevemente alcuni problemi e contro:

PERCHÉ SÌ. I tifosi del Cagliari non hanno di certo dimenticato la sua grinta, il suo spirito nordico mai domo e la sua grande fisicità. Non solo: quando necessario Albin ha sfoggiato pure una certa qualità nella giocata e di rado l’avversario riusciva a strappargli il pallone dai piedi. Sovente ha ricoperto pure la posizione di play maker e di trequartista, dando prova di grande flessibilità. Dopo la sua cessione all’Amburgo per circa 6 milioni di euro, il prezzo è decisamente calato considerando la retrocessione in seconda serie del club tedesco e, considerati i suoi prossimi 29 anni, potrebbe, condizionale obbligatorio, ancora disputare qualche stagione di livello.

PERCHÉ NO. In tre stagioni di Bundesliga ha disputato solamente 57 partite saltando rispettivamente 14, 11 e 15 partite. Sono stati diversi gli infortuni patiti, sia di tipo traumatico che muscolare. I dubbi sulla sua tenuta atletica sono leciti. Per quanto possa trattarsi dell’unico punto interrogativo, la sua importanza non è da sottovalutare.

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