Il 24 febbraio 2010, nell’allora stadio Friuli di Udine si gioco Udinese-Cagliari, recupero della diciassettesima giornata di quella Serie A 2009/2010, che venne rinviata per il maltempo (mancando le necessarie condizioni di sicurezza) il 19 dicembre 2009. Ad allenare i rossoblù in quel periodo era Massimiliano Allegri, il quale aveva trovato la quadra facendo sognare l’ambiente. Ma il giorno del recupero tutto cambio appena due minuti. All’intervallo Cagliari avanti 1-0 col gol di Jeda al 3’, che vedeva i rossoblù quarti in piena zona Champions League. Vantaggio che resistette fino al 68’, ovvero quando pareggiò Sanchez e, al 70’ fu Di Natale che infilò Marchetti per il successo all’esordio sulla panchina dei bianconeri, di Marino che prese il posto dell’esonerato De Biase, il quale a sua volta subentro allo stesso Marino.
Per il Cagliari quella sconfitta fu l’inizio della rottura del rapporto tra Cellino (allora presidente e Allegri, accusato di aver già la testa a Milan (che poi allenò con tanto di Scudetto vinto) e esonero arrivato ad aprile con squadra affidata a Giorgio Melis.
UDINESE-CAGLIARI 2-1 24 FEBBRAIO 2010
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Cellino non voleva andare in Europa, sia per lo stadio non aprpriato, sia per la sua totale mancanza di ambizione e sia soprattutto perché avrebbe dovuto spendere per allestire una squadra all’altezza e lui ha sempre solo venduto i migliori per ricavarci guadagni personali
Ciò che davvero spense i sogni Europei del Cagliari non fu quella sconfitta, ma la stupida superstizione di Cellino, secondo il quale, giocare le coppe “portava sfiga”.
Non esiste cosa al mondo che non porta sfiga, per quei superstiziosi malati come lui.
Ricordo molto bene, se il coca…ino..mane non si fosse venduto metà girone di ritorno, ci saremo arrivati
Molto anomala come partita un Cagliari schiacciante che appena arrivava in porta tornava indietro,si dice che era una questione stadio se si doveva giocare la Champions League bisognava andare fuori dalla Sardegna