“Il Giudice Sportivo, letta la dichiarazione a firma del Sig. Massimiliano Lanzi, responsabile del settore giovanile della società Cagliari Calcio, consegnata all’Arbitro al termine della gara e da quest’ultimo allegata al proprio referto, con la quale si riferisce di un comportamento di denigrazione razziale subito, sul finire del primo tempo, dal proprio calciatore Ademide Oreoluwa Abdulganiyu Akarakiri ad opera di un calciatore della società Empoli non identificato, manda alla Procura Federale perché, compiuti i doverosi accertamenti in ordine all’evento riferito nella predetta dichiarazione, relazioni a questo Giudice ai fini delle valutazioni e delle determinazioni finali spettanti al Giudice sportivo in base alla competenza generale a decidere prevista dagli artt. 65, comma 1 lett. a), e 61, comma 1, CGS, nonché dall’art. 14, comma 1, lett. d) ed e) CGS CONI, trattandosi di evento accaduto in occasione dello svolgimento della gara”. Recita così la nota del Giudice Sportivo, in merito a quanto sarebbe accaduto durante il match. .
Cosa può accadere adesso
La Procura Federale, in base a quanto ha in mano, deve fare precisa chiarezza su sulla dichiarazione del dirigente rossoblù e poi rimandare gli esiti degli accertamenti al Giudice Sportivo, il quale potrà a quel punto procedere alle valutazioni e alle eventuali determinazioni di propria competenza, come previsto dalle norme del Codice di Giustizia Sportiva.
Una piaga da denunciare sempre
Il razzismo nel calcio è un purtroppo fenomeno persistente che, richiede interventi culturali, educativi e regolamentari per essere contrastato efficacemente. Esso si manifesta in molte forme: insulti verbali, cori discriminatori negli stadi, attacchi sui social media, discriminazioni nella scelta dei giocatori e stereotipi nei media. Tra gli episodi dell’ultimo periodo anche portiere del Milan Maignan, fatto bersaglio di insulti razzisti durante Udinese-Milan nel gennaio 2024 e Kean, attaccante allora della Fiorentina, vittima di insulti sui social media nel febbraio 2025. Non solo loro: giocatori come Lukaku e Koulibaly sono stati frequentemente presi di mira dai tifosi avversari. Episodi che non si limitano agli stadi, ma riflettono pregiudizi radicati nella società e si estendono alle piattaforme digitali.


