C’è una nuova freccia nell’arco del Cagliari di Fabio Pisacane. Una soluzione utilizzata raramente nella passata stagione e, più in generale, apparsa con poca continuità negli ultimi anni: la conclusione dalla distanza.
A Parma è stato Alessandro Romano a trasformarla in un’arma concreta. Il centrocampista ha lasciato partire un sinistro secco da fuori area, sul quale Corvi è riuscito solamente a intervenire senza evitare il gol. Una rete che ha contribuito ad aprire nel migliore dei modi il nuovo campionato rossoblù e che può assumere un significato più ampio rispetto al singolo episodio.
Il tiro da fuori come alternativa alla manovra
Non tutte le partite consentono di arrivare con facilità dentro l’area avversaria. Quando gli spazi si restringono e la circolazione del pallone diventa sterile, avere giocatori capaci di cercare la porta dalla distanza può rappresentare una preziosa soluzione alternativa.
La classica “botta da fuori” può sbloccare una gara complicata, cambiare l’inerzia di un incontro oppure costringere la difesa avversaria a uscire maggiormente dalla propria area, creando così nuovi spazi.
A Parma, in realtà, il Cagliari non ha avuto bisogno di affidarsi esclusivamente a questa soluzione. I rossoblù sono riusciti ad arrivare più volte alla conclusione e hanno colpito due pali con Mendy (36°) e Fazzini (60°). A questi episodi va aggiunta anche la traiettoria insidiosa disegnata nel primo tempo da Maldini (15°), terminata di poco oltre il palo più lontano.
Romano, Winks e una squadra con più qualità
Il dato interessante è proprio la varietà delle possibilità offensive. La presenza di elementi dotati di maggiore tecnica e personalità consente al Cagliari di provare soluzioni differenti negli ultimi trenta metri.
Non soltanto Romano. Anche Winks ha cercato la porta dalla distanza e altri giocatori della rosa possiedono caratteristiche adatte per provarci quando se ne presenta l’occasione.
Una soluzione da trasformare in consuetudine
È questo uno degli aspetti sui quali Pisacane potrà continuare a lavorare. Non significa abusare delle conclusioni da lontano, ma sfruttare maggiormente una predisposizione che appartiene a diversi interpreti del centrocampo e dell’attacco rossoblù.
Il gol di Romano a Parma rappresenta così qualcosa in più di una bella giocata individuale. Può diventare il manifesto di un Cagliari meno prevedibile, capace di trovare la porta attraverso combinazioni, inserimenti, profondità ma anche con il tiro dalla distanza.
Una freccia in più, insomma. E nel corso di una stagione può trasformarsi in gol, soddisfazioni e soprattutto punti preziosi.
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….. Era ora
…… Sondaggio:1 milione di tifosi sarebbero disposti a tassazione ognuno con 2 euro per pagare i 3 anni di contratto di Esposito e farlo marcire in panchina? Aspetto risposte…..
Come ho avuto modo di dire ieri e ripetere altre volte il tiro da fuori rimane una soluzione obbligata vista la mediocrita della manovra offensiva ormai cronica e anzi sconosciuta a Pissacane. È evidente, da tutta la scorsa stagione, la difficoltà nel riuscire a liberare un attaccante almeno a ridosso della porta per proporre un tiro quantomeno pericoloso. È chiaro che se poi si vince va bene tutto ma sarebbe il caso anche di prendere attaccanti con altre medie realizzative..
I sorci lagunari,sono in balia delle onde Leccesi😎
Tiri da dentro l’area ne abbiamo fatti tanti contro il Parma
Addirittura tanti! Io ho contato 5 tiri in 90 minuti, poi forse tu hai visto un’altra partita.
Il tiro da lontano o c’è lai o no. Romano evidentemente ci prova perché è nelle sue corde. Makounbou l’esatto opposto.
l’hai
Ce l’hai è meglio 😉😉😉
Il problema è l’apostrofo.
O Caghineri!
Quando si riesce a verticalizzare più centralmente, cosa che la stagione scorsa ci riusciva raramente, arrivano anche i tiri da fuori che servono. Comunque è ancora presto per sentenziare