Andrea Abodi, Ministro dello Sport, ha concesso un’intervista al Messaggero, per fare il punto sui nuovi stadi in vista degli Europei del 2032, che saranno ospitati anche dall’Italia. “L’obiettivo è quello di poter associare a cinque stadi “titolari”, una piccola squadra di “riserve” pronte a ogni esigenza. Questi cinque stadi, che sembrano riserve, sono in realtà un patrimonio per il calcio italiano che deve servire a dare stimoli anche a quelli che non si sono candidati. E non mi riferisco solo alla Serie A, perché il tema stadi si associa culturalmente all’idea delle infrastrutture in senso generale e a un’idea di rigenerazione urbana che trova nelle grandi infrastrutture sportive un formidabile fattore di promozione.
Cagliari
“L’Allianz Stadium di Torino ha bisogno solo di piccoli ritocchi. L’Olimpico di Roma può ambire a candidarsi come sede della finale non solo per ciò che è già ma per ciò che è pronto a diventare con un piano di investimento che lo renderà più funzionale. L’obiettivo è tornare a una capienza di 80.000 posti. Verranno creati gli sky-box che arricchiranno l’impianto. Napoli è competitiva, Firenze e Cagliari sono avanti, Bologna, Genoa e Verona invece leggermente più indietro”.
Dossier
Alla mezzanotte si chiuderà il primo importante capitolo che porterà, nella prima settimana di ottobre, alla definizione dei cinque stadi italiani che ospiteranno l’Europeo del 2032 che il nostro Paese organizza assieme alla Turchia. Entro stasera dunque le città interessate dovranno consegnare alla Figc i dossier degli impianti prescelti, fornendo contratto, progetto approvato, garanzie economiche e rispetto dei tanti requisiti richiesti dalla Uefa, documentazione che ammette comunque un’eventuale integrazione per un altro mese circa. Ieri ne erano arrivati già 13-14 e non è escluso che se ne aggiungano altri in giornata.
I prossimi passi
Ricevuto tutto la Federazione si prenderà il tempo per studiare tutto (si parla di migliaia di pagine di non semplice lettura) e a settembre comunicherà i cinque impianti prescelti, più altri di supporto, se mai in futuro dovesse sorgere qualche problema. “È una grande opportunità per il Paese”, aveva qualche settimana fa il presidente FIGC Malagò. Si stima che chi ospiterà le gare avrà un indotto tra gli 800 milioni e il miliardo di euro.
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