Pavoletti: “Cagliari è casa mia. Il gol di Bari? Ho ancora i brividi”

L'ex capitano rossoblù ripercorre nove stagioni vissute in Sardegna tra promozioni, salvezze, infortuni e reti decisive. Ora guarda al futuro: "Resterò a Cagliari e studierò da direttore sportivo"

Per la prima volta dopo nove stagioni, Leonardo Pavoletti osserva il Cagliari da spettatore. Il contratto è scaduto e, a 37 anni, l’attaccante vive un’estate diversa dal solito, ma il legame con il mondo rossoblù resta fortissimo.

“È una sensazione strana”, racconta sulle pagine de La Nuova Sardegna. “I miei ex compagni mi hanno fatto sentire ancora parte del gruppo. Il giorno del raduno sono venuti sotto casa, mi hanno chiamato giù e abbiamo brindato insieme con una birra all’inizio della nuova stagione.”

L’ex capitano guarda con fiducia al futuro della squadra.

“Se arriveranno i rinforzi richiesti da Fabio Pisacane ci sono i presupposti per fare bene. Fabio ha già accumulato esperienza al suo primo anno in Serie A e questo sarà un valore aggiunto.”


Un futuro ancora a Cagliari

La Sardegna non rappresenta soltanto una tappa della sua carriera, ma il luogo dove ha costruito la propria famiglia.

Con la moglie Elisa Aliotta ha visto nascere i figli Giorgio, Brando e, pochi giorni fa, la piccola Emma Luna. Qui i due si sono anche sposati.

Adesso il pensiero è rivolto al dopo calcio.

A breve mi iscriverò al corso per direttore sportivo. È un ruolo che sento vicino al mio carattere e alla conoscenza che ho maturato in tanti anni di calcio.”


Dai gol salvezza alla stagione della consacrazione

L’impatto con il Cagliari fu subito importante. Nella prima stagione arrivarono undici reti, alcune pesantissime nella corsa salvezza, come quella contro il Benevento nel recupero o il gol decisivo di Firenze alla penultima giornata.

L’annata successiva fu invece quella della definitiva consacrazione.

Con il gioco costruito sulle corsie esterne e sui cross, Pavoletti realizzò 16 reti in campionato, due in Coppa Italia e conquistò anche la convocazione in Nazionale.


L’Italia e quel record speciale

Sono stato convocato da Conte, Ventura e Mancini. Con Roberto finalmente arrivò il debutto contro il Liechtenstein e riuscii anche a segnare. È stata la rete più veloce realizzata da un esordiente con la Nazionale.”


L’infortunio che cambiò tutto

Dopo l’esplosione arrivò però il momento più difficile. L’infortunio al ginocchio sinistro, subito alla prima giornata del campionato 2019-20 contro il Brescia, lo costrinse a restare fuori per sette mesi.

“In quel periodo anche l’Atalanta si era interessata a me, ma avevo scelto di restare perché credevo nel progetto del Cagliari. Pensavo potessimo diventare noi la nuova Atalanta.”


La retrocessione e quella notte a Venezia

Tra i ricordi più dolorosi c’è inevitabilmente la retrocessione del 2022.

Qual è l’immagine che non dimenticherà mai?

“Il viaggio di ritorno in motoscafo dopo lo 0-0 di Venezia. C’era silenzio, qualcuno piangeva. Sembrava un viaggio senza ritorno.” Nonostante la delusione, Pavoletti decise di restare.


Il capolavoro di Bari

La scelta si rivelò vincente grazie all’arrivo di Claudio Ranieri.

Il Cagliari conquistò subito la promozione e il simbolo di quella cavalcata resta il gol segnato al 94′ nella finale playoff contro il Bari.

Cosa ricorda di quella sera al San Nicola?

“Ero nervoso perché Ranieri non mi faceva entrare e per un attimo pensai di aver sbagliato a restare. Poi arrivò il mio momento. Ho lottato su ogni pallone e, quando Zappa ha crossato, ho segnato. Ho corso senza rendermi conto di quello che stava succedendo.”

Una rete entrata di diritto nella storia del Cagliari.


Il capitano scelto dallo spogliatoio

La fascia arrivò durante la stagione in Serie B, dopo una votazione interna.

“Fu un orgoglio enorme. Forse sono stato il capitano che l’ha indossata meno volte, perché spesso partivo dalla panchina, ma quel riconoscimento mi ha reso felicissimo.”


Ranieri e il salvataggio della squadra

Pavoletti svela anche un retroscena sulla stagione della salvezza.

Dopo una sconfitta contro la Lazio, Claudio Ranieri aveva preso in considerazione l’idea di lasciare.

“Davanti a squadra, staff e magazzinieri gli dissi che dovevamo salvarci o retrocedere tutti insieme. Più tardi mi strinse la mano e mi disse: ‘Bravo, sei un vero capitano’. È una frase che porterò sempre con me.”


Gli ultimi gol e la scelta di fermarsi

Le ultime stagioni sono state segnate dai problemi al ginocchio, ma non sono mancati gol pesanti, come quello decisivo a Verona e la rete contro il Pisa.

Poi è arrivata la decisione più difficile.

“Dopo quella partita ho ricominciato ad avere dolore. La priorità era tornare a camminare normalmente. Non so se giocherò ancora, ma oggi conta soprattutto stare bene nella vita di tutti i giorni.”


L’addio alla Unipol Domus

Il saluto ai tifosi, al termine di Cagliari-Torino, resterà uno dei momenti più emozionanti della sua carriera.

Microfono in mano e stadio ai suoi piedi, Pavoletti ha chiuso un capitolo lungo nove stagioni, 232 presenze e 53 reti, lasciando un messaggio che racconta meglio di ogni statistica il suo rapporto con il club. “Questa maglia la sento addosso come una seconda pelle.”

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6 Commenti
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alexandercook
1 mese fa

ecco a proposito di qualcuno che a Cagliari ha dimostrato di essere anche uomo oltre che giocatore. Grande Pavo. I brividi per il gol di Bari vengono anche a me ogni volta che lo rivedo.

Ottimismo&profumo della vita
1 mese fa
Reply to  alexandercook

Io ogni volta che lo rivedo ho paura che il Bari pareggi

Maurizio64
1 mese fa

Riferire ad Esposito,un anno a Cagliari e vuole già andare via come Gaetano…..

gorbachov
1 mese fa

bravo fai il direttore sportivo e riprendi a intascarti soldoni che la tari a costa rei va’ pagata

Francesco Marongiu
1 mese fa
Reply to  gorbachov

Che commento intelligente! Ma tu sei così anche nella vita di tutti i giorni? Posseduto dal demone dell’invidia? Credo proprio di sì.

Sandro
1 mese fa
Reply to  gorbachov

Demenza giovanile???

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