Verona si prepara a porgere l’ultimo saluto al grande Osvaldo Bagnoli. Alle ore 15, una grande folla si radunerà presso la basilica di San Zeno per i funerali del compianto allenatore dello Scudetto dell’Hellas.
Piano viabilistico straordinario
Per fare in modo che tutti possano seguire le esequie, sarà collocato un maxischermo nella piazza antistante alla chiesa. Per tutta la giornata è inoltre stato indetto un lutto cittadino. Attraverso il proprio sito e il proprio canale YouTube, inoltre, il Verona trasmetterà l’evento in streaming. Il Verona di ieri e di oggi atteso ai funerali di Bagnoli
Dopo l’allenamento mattutino, anche i giocatori dell’Hellas scenderanno da Folgaria per salutare il tecnico dell’impresa dell’85, nonché presidente onorario del club.
Con la squadra di oggi, ci saranno poi ovviamente tantissimi giocatori dell’Hellas che fu. Circa dieci i campioni d’Italia 84/85 attesi (con Preben Elkjaer in testa, mentre non non dovrebbe farcela Hans-Peter Briegel), ma ci saranno anche diversi altri ex. Con loro anche personalità politiche e non solo.
La favola irripetibile del Verona campione
Il capolavoro della sua carriera arrivò nella stagione 1984-85. Il Verona concluse il campionato con 43 punti, ottenuti attraverso 15 vittorie, 13 pareggi e appena due sconfitte. La squadra subì soltanto 19 reti in trenta giornate e precedette il Torino di quattro lunghezze.
Quella formazione, costruita intorno a calciatori come Roberto Tricella, Pietro Fanna, Antonio Di Gennaro, Hans-Peter Briegel e Preben Elkjaer, riuscì a spezzare il dominio delle grandi potenze del calcio italiano. Bagnoli trasformò un gruppo senza l’etichetta di favorito in una macchina equilibrata, coraggiosa e tatticamente moderna.
Il tecnico aveva assunto la guida dell’Hellas nel 1981, conducendolo subito alla promozione in Serie A. Negli anni successivi arrivarono anche un quarto posto, due finali di Coppa Italia e la partecipazione alle competizioni europee. Rimase sulla panchina gialloblù fino al 1990.
Bagnoli campione d’Italia anche da calciatore
Prima di diventare allenatore, Bagnoli aveva vissuto una lunga carriera da centrocampista. Indossò, tra le altre, le maglie di Milan, Verona, Udinese, Catanzaro e Spal. Con il Milan conquistò lo Scudetto nella stagione 1956-57, diventando così campione d’Italia prima sul campo e poi dalla panchina.
La sua esperienza da giocatore contribuì a costruire un allenatore concreto, attento agli equilibri e poco affascinato dalle etichette. Il calcio di Bagnoli non viveva di effetti speciali: era una geometria solida, disegnata per valorizzare ogni elemento della squadra.
Seguici su
Aggiungi calciocasteddu.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.


