Dal nostro inviato a Ponte di Legno
Il pallone rotolerà sul prato di Temù, ma intorno al campo sarà la montagna a dettare il ritmo. Il Cagliari si prepara a vivere la fase centrale del proprio ritiro precampionato in uno degli scenari più suggestivi dell’Alta Val Camonica, tra Ponte di Legno e il territorio ai piedi dell’Adamello.
Qui la preparazione atletica incontra un paesaggio completamente diverso da quello lasciato in Sardegna. L’aria è più fresca, il verde occupa ogni spazio disponibile e le montagne sembrano formare una grande tribuna naturale attorno ai centri abitati. Allenamenti, amichevoli e lavoro tattico entreranno così in una cornice fatta di boschi, corsi d’acqua, pascoli e profili rocciosi.
Ponte di Legno, dove il paese incontra la montagna
Situata a circa 1.258 metri di altitudine, Ponte di Legno è incastonata nella parte più settentrionale della provincia di Brescia, a breve distanza dal Passo del Tonale. Sopra i tetti e le vie del centro si alzano le cime del gruppo Adamello-Presanella, presenza costante che accompagna ogni sguardo rivolto verso l’orizzonte.
Il paese conserva l’identità del borgo alpino, pur essendo diventato nel tempo una delle località turistiche più conosciute dell’arco montano lombardo. Il centro abitato non appare separato dalla natura, ma quasi cucito dentro di essa: l’acqua attraversa il paesaggio, i versanti coperti di conifere scendono verso il fondovalle e le abitazioni sembrano occupare una radura aperta tra le montagne.
Durante l’estate, la neve lascia spazio alle tonalità dei prati e delle foreste. I sentieri permettono di attraversare ambienti molto diversi, passando dagli alpeggi alle abetaie, fino alle rocce e alla vegetazione che circonda i laghi d’alta quota. È un territorio nel quale il panorama cambia rapidamente, quasi a ogni curva del cammino.
Per il Cagliari, Ponte di Legno sarà soprattutto il luogo della concentrazione e del recupero. Lontano dal caldo intenso della Sardegna, i rossoblù potranno lavorare in un ambiente nel quale il silenzio dei boschi viene interrotto soltanto dall’acqua dei torrenti e dai rumori della vita di montagna.
Temù, porta naturale verso la Val d’Avio
Pochi chilometri più a valle si trova Temù, località che ospiterà il lavoro sul campo quotidiano e la prima amichevole precampionato contro la Sampdoria. Il calcio, però, rappresenta soltanto uno degli elementi di un territorio dominato dalla natura.
Temù sorge a circa 1.120 metri di quota ed è considerata la porta d’ingresso della Val d’Avio, una valle che si allunga verso il massiccio dell’Adamello. Il paesaggio alterna boschi umidi, baite, pascoli e corsi d’acqua, prima di aprirsi progressivamente verso scenari più severi e spettacolari.
La Val d’Avio è caratterizzata da lunghi pianori, laghi alpini, bacini idroelettrici e ambienti glaciali, dominati dalla parete settentrionale dell’Adamello. È una montagna che cambia volto salendo di quota: inizialmente accogliente e verde, poi sempre più rocciosa, ampia e silenziosa.
Proprio il contrasto tra il fondovalle abitato e le grandi distese d’alta montagna rende Temù particolarmente affascinante. Dal campo sportivo lo sguardo può spingersi verso i pendii, seguendo idealmente i sentieri che conducono nel cuore del Parco dell’Adamello, area protetta che conserva una ricca biodiversità alpina.
Il ritiro rossoblù dentro una cartolina alpina
Tra Ponte di Legno e Temù, il Cagliari di Fabio Pisacane troverà dunque molto più di una sede per gli allenamenti. Troverà un ambiente capace di accompagnare la fatica, favorire il recupero e isolare la squadra dai rumori esterni.
La Val Camonica offrirà ai rossoblù il suo volto più verde, fresco e maestoso. Una cornice naturale nella quale costruire gambe, idee e identità prima di tornare verso il mare della Sardegna.
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