C’è la Union Brescia in Serie C e c’è un Brescia (quello di Massimo Cellino) che riparte, almeno formalmente. Di recente la sua società è stata riattivata con la storica matricola 7810 con ipotesi di una partecipazione a un torneo senior, come la Terza Categoria.
Under 16
Unica certezze è che al momento il Brescia Calcio (come confermato al Corriere della Sera) parteciperà al campionato Under 16 provinciale, che inizierà il 20 settembre.
Escluso un ritorno
Contattato dal Giornale di Brescia, Cellino ha spiegato le ragioni della scelta: “Confermo l’iscrizione, scadevano i termini per l’Under 16. Nei dilettanti le regole sono diverse”. L’imprenditore di Sanluri ha voluto precisare: “Io a Brescia non ritorno. C’è gente migliore di me che vuole ricominciare con il Brescia. Quello originale» ha sottolineato Cellino, rimarcando ancora una volta la differenza tra la storia del Brescia calcio e quella dell’Union Brescia. Da Cellino una chiosa finale: “Se Dio vuole e a Brescia vogliono, con i soldi che avremo tra i crediti e Tonali riusciremo a soddisfare gran parte dei creditori. Escluso me”.
Falsi crediti fiscali, chiesta archiviazione per Cellino
Nel maggio scorso La Procura della Repubblica di Brescia aveva richiesto l’archiviazione nell’ambito dell’inchiesta sulla compravendita di falsi crediti fiscali utilizzati dal club per regolarizzare gli adempimenti fiscali della stagione 2024/2025. Una vicenda che ha avuto gravi conseguenze per le Rondinelle, culminando con una penalizzazione che ha portato alla retrocessione della squadra in Serie C. Secondo la Procura, Cellino sarebbe stato vittima di un raggiro orchestrato da un gruppo di soggetti, tra cui Gianluca Alfieri, 25enne di origini irpine e amministratore di una società che avrebbe commercializzato i crediti fittizi, l’intermediario Andrea Piceni, e il commercialista Marco Gamba, consulente del Brescia. L’inchiesta ha coinvolto anche altri soggetti, tra cui l’imprenditore Danilo Porcile, arrestato per una truffa da 1,7 miliardi di euro legata agli ecobonus, e Francesco Scalercio, broker di Lamezia Terme.
La ricostruzione fatta dagli inquirenti portò ad evidenziare come la società di Alfieri, formalmente amministrata da lui, fosse in realtà gestita da Porcile e Scalercio con lo scopo di vendere crediti d’imposta inesistenti. Nonostante l’assenza di una sede fisica e l’inadempimento fiscale, la società ha movimentato milioni di euro, cedendo crediti fiscali, tra cui quelli utilizzati dal Brescia e dal Trapani per il pagamento dei contributi previdenziali.
Le indagini hanno rivelato che Alfieri, Gamba, Piceni, Scalercio e Porcile abbiano agito insieme in un disegno criminoso, indurre in errore non solo Cellino, ma anche gli amministratori di altre società, con un guadagno illecito pari a circa 3,9 milioni di euro. Nonostante l’archiviazione per Cellino, il caso rimane in evoluzione per gli altri indagati, alcuni dei quali devono ancora essere identificati.
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Incredibile, la vera notizia è che un tizio irpino ha raggirato Cellino. Cess..
Gli è rimasto solo il marchio del Brescia.
Neanche quello. E stato venduto all’asta con il logo…. ma lui usera i tribunali per riaverlo. Non iscrivera neanche la squadra in terza divisione quello che vuole sono i soldi di tonali.
Riprenditi il Cagliari e liberalo da questa società di incapaci!!!
Ma anche no
Così facciamo la fine del Brescia
Sono d’accordo! Sarebbe unabella notizia.
Persona seria, coerente ,responsabile.La sua stretta di mano vale piu’ di un contratto firmato. Apprezzato ovunque sia stato
Parla per te, lontano il cialtrone farabutto
Ahahahah così si va nei dilettanti con Cellino