L’Ascoli celebra il ritorno in Serie B grazie a una vittoria netta sull’Union Brescia nella sfida di ritorno dei playoff di Serie C. Dopo l’1-1 dell’andata a Brescia, i padroni di casa si impongono 3-0 al Del Duca, conquistando il salto nella serie cadetta a distanza di due anni dalla dolorosa retrocessione. A decidere la partita sono stati i gol di Rizzo Pinna al 10’, di Silipo al 52’ e di Milanese all’86’. Un successo meritato, che riflette quanto visto sul campo, con i bianconeri padroni del gioco per l’intera partita.
La gara
Il vantaggio dell’Ascoli arriva già al 10’: uno scambio tra Silipo e Guiebre libera Rizzo Pinna in area di rigore, che di precisione trova l’angolo alla destra del portiere Gori; la palla impatta il palo interno e si insacca. La squadra di Tomei continua a costruire dal basso, sfruttando il possesso palla come arma principale.
Il Brescia prova a reagire nella prima frazione: al 31’ Vitale neutralizza un tiro di Zennaro, mentre al 44’ Mallamo, da posizione favorevole, fallisce un’occasione clamorosa davanti al portiere dell’Ascoli. L’errore pesa sull’andamento della gara e sulle speranze degli ospiti.
La ripresa vede i bianconeri subito aggressivi: al 7’ Silipo finalizza un’azione personale lungo la linea di fondo e con un sinistro potente firma il 2-0, mandando in tilt la difesa avversaria. L’Ascoli mantiene il controllo del match e al 41’ Milanese chiude i conti con il definitivo 3-0.
Con questa vittoria, i marchigiani accompagnano in Serie B le altre squadre promosse dalla Serie C: Vicenza, Arezzo e Benevento, vincitrici dei rispettivi gironi. Al fischio finale, esplode la festa al Del Duca e per le vie della città, con i tifosi che celebrano il ritorno nella categoria superiore.
I delusi
Per l’Union Brescia resta la delusione. La squadra è nata solo un anno fa, con il cambio di denominazione della Feralpisalò dopo il caso che ha coinvolto l’ex presidente del Cagliari Massimo Cellino, al tempo proprietario del Brescia Calcio dichiarato fallito.
Il Brescia Calcio è stato ufficialmente escluso dai campionati professionistici italiani, segnando la fine di un percorso storico lungo 114 anni. La vicenda prende avvio il 22 maggio 2025, quando la procura della FIGC deferisce il club lombardo per presunte irregolarità nei pagamenti di contributi IRPEF e INPS relativi agli stipendi dei mesi di dicembre e gennaio. La verifica, condotta dalla Covisoc presso l’Agenzia delle Entrate, evidenziava criticità significative nella gestione fiscale e contabile della società.
L’udienza, fissata per il 29 maggio 2025, si conclude con una sanzione pesante: il Tribunale Federale Nazionale infligge al Brescia una penalizzazione di 8 punti, di cui 4 da scontare immediatamente nella stagione corrente e altri 4 nella prima stagione utile successiva. La penalizzazione retrocede il club al terzultimo posto in classifica, determinando automaticamente la retrocessione in Serie C.
Il quadro si complica ulteriormente quando la società non rispetta le scadenze federali per il pagamento degli stipendi degli ultimi due mesi entro il termine del 6 giugno. Il mancato adempimento apre la strada a un’esclusione dai campionati professionistici e all’ipotesi di un eventuale concordato fallimentare. Il 28 giugno scade il contratto di concessione dello stadio Rigamonti, e nonostante il tentativo di Cellino di riconsegnare le chiavi al Comune di Brescia, nessun rappresentante si presenta il 2 luglio. In risposta, l’amministrazione comunale decide di cambiare le serrature dello stadio, rendendo impossibile l’accesso al club.
Nonostante gli sforzi dell’ex presidente Cellino per iscrivere comunque la squadra al campionato di Serie C, il 3 luglio la FIGC pubblica un comunicato ufficiale di esclusione dai campionati nazionali, decretando lo svincolo immediato di tutti i tesserati e sancendo il fallimento definitivo della società. Soltanto un anno dopo la Procura della Repubblica di Brescia ha richiesto l’archiviazione per Massimo Cellino: l’ex patron rossoblù è risultato essere vittima di un raggiro.
Seguici su
Aggiungi calciocasteddu.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.



A mio parere non è stato il Brescia a non farcela, quanto l’Ascoli strameritarsi la promozione.