Giulini sul nuovo stadio del Cagliari: “Si può fare perché ho resistito dieci anni”

Il presidente del Cagliari Tommaso Giulini racconta al Festival della Serie A il lungo percorso per il nuovo stadio

Il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, è intervenuto al convegno “Il futuro degli stadi italiani” ospitato dal Festival della Serie A di Parma, soffermandosi sul progetto del nuovo stadio in città e sui numerosi ostacoli affrontati negli anni.

Iter infinito

Il percorso, come spiegato da Giulini, ha radici profonde: “Il nostro cammino verso il nuovo stadio di Cagliari è iniziato oltre dieci anni fa, quando rilevai il Club la squadra giocava tra Trieste, Tempio Pausania, Quartu Sant’Elena. Sono arrivato in una situazione in cui il Cagliari non aveva, di fatto, uno stadio dove giocare le sue partite casalinghe” ricorda il patron. Riuscimmo in poco tempo a tornare allo Stadio Sant’Elia pur con una capienza limitata e poi a costruire la nostra casa attuale, l’Unipol Domus, in poco più di tre mesi d’estate. In quell’impianto giochiamo ormai da quasi dieci anni e la nostra speranza, allora, era quella che si trattasse di uno stadio provvisorio”.

Il presidente ha poi evidenziato le difficoltà legate agli iter burocratici ed economici, sottolineando come la progettazione e la verifica del Piano Economico Finanziario siano passaggi complessi e delicati: “In questi anni ci siamo imbattuti in tantissimi enti, che sono dentro la Conferenza dei servizi e la Commissione Provinciale di Vigilanza e che hanno richiesto nel tempo tantissime modifiche al progetto. Parliamo di un Piano Economico Finanziario, che a quanto pare siamo abbastanza vicini a farci approvare, che deve essere verificato da numerosi validatori al fine di ottenere la Pubblica Utilità del progetto”.

All’estero

Non manca un parallelo internazionale, con Giulini che cita la Francia come modello di riferimento: “Penso che l’esempio da seguire possa essere quello della Francia, che ha finanziato tramite gli enti locali oltre 800 milioni per gli stadi. Penso che una strada per avere in tempi ragionevoli in Italia altri stadi oltre a quello della Juventus ci sia”.

Il presidente ha evidenziato l’importanza di avere un imprenditore italiano alla guida del progetto, capace di garantire continuità e visione strategica, a differenza di chi potrebbe vedere l’investimento esclusivamente come business immobiliare. “Credo che se non ci fosse a Cagliari un imprenditore italiano che ha deciso di guidare la Società in tutti questi anni, anziché un imprenditore o un gruppo intenzionato a portare avanti un business immobiliare, oggi la città e il Club non avrebbero alcuna chance di avere uno stadio”.

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3 mesi fa

Forse sta resistendo anche troppo per quanto mi riguarda.

Davidoff79
3 mesi fa

Coi se e coi ma siamo ancora qua senza stadio

Franco Freda
3 mesi fa

Giulini Vattene!

Aggfff
3 mesi fa

Ci vogliono i soldi….
questo non ha detto…
se aspetti i soldi del comune,della regione,di altri soci ,e di tuo metti solo il brand Cagliari e’ tutto più difficile…..

Commento da Facebook
3 mesi fa

Haha ecco che arriva il solito teatrino di Giulini.
“Potremmo ufficializzare Accardi nei prossimi giorni”… ma che scoop, dopo settimane di indiscrezioni ci mancava solo l’annuncio ufficiale. Complimenti per la velocità, presidente.

Commento da Facebook
3 mesi fa

E poi: “Pisacane? Pronto il rinnovo”. Un altro rinnovo, un altro triennale, un altro “progetto”. Sempre la stessa minestra riscaldata da 12 anni. Dodici anni di Giulini e cosa abbiamo visto? Stadio: fantascienza. Mercato: disastri a ripetizione. Gestione: un’altalena continua tra salvezza sofferta e retrocessione sfiorata. Dirigenti: uno dopo l’altro, tutti “promesse” che finiscono nella stessa pattumiera. Adesso tocca ad Accardi. Tra qualche mese, quando le cose andranno male (come sempre), inizieranno le solite scuse: burocrazia, sfortuna, arbitri, “non ci hanno aiutato”. E voi lecchini — Piga, Marongiu, Martinetti e compagnia bella — sarete lì pronti a difenderlo a spada… Leggi il resto »

Mao
3 mesi fa

Parole sante.
Ha ragione da vendere

Paolo
3 mesi fa

Senza polemiche e senza niente a scusante di nessuno, solo un fatto – investigando su Internet emerge che In Italia la legge prevede che iter di approvazione di Piano Economico Finanziario inerente a nuovo stadio per manifestazioni sportive (calcio in particolare) dovrebbe richiedere da 10 a 12 mesi. In realtà si va da da tre a cinque anni.

Commento da Facebook
3 mesi fa
Reply to  Paolo

Solo un fatto, senza polemiche e senza scusare nessuno: la normativa italiana (Legge Stadi e Codice dei contratti pubblici) prevede che l’iter di approvazione del Piano Economico Finanziario e del progetto per un nuovo stadio sportivo dovrebbe concludersi in tempi relativamente contenuti, tra i 10 e i 12 mesi circa per le fasi principali (conferenza dei servizi, dichiarazione di pubblico interesse, ecc.). Nella realtà però questi procedimenti durano regolarmente dai 3 ai 5 anni, a volte anche di più. Questo non vale solo per il Cagliari, ma è un problema sistemico che riguarda praticamente tutti i progetti di nuovi stadi… Leggi il resto »

Paolo
3 mesi fa

Il Cagliari Calcio non sarà proprietario ma lo avrà in concessione per 50 anni pagando cifra bassa (150.000 €) di affitto al Comune. Credo sia garantita la sostenibilità.

Claudio S.(Claud)
3 mesi fa

A me di tutta questa storia non mi sta bene che il Sant’Elia sia stato abbandonato quando ancora si poteva intervenire con dei lavori di recupero, come hanno provveduto in altre città.

Kassandra
3 mesi fa

Cellino aveva tribolato inutilmente per realizzare lo stadio per almeno 5 anni. Giulini ci sta tentando da almeno 10. Si parla tanto, in tutti settori, di attirare capitali esteri in Italia. Ma quale imprenditore può pianificare qualsiasi investimento in Italia con tempi INCERTI. In Germania esistono Regolamenti edilizi scritti in 4 pagine mentre noi dobbiamo avere 2000 pagine e conferenze di servizi. Spero di vivere abbastanza per vedere lo Stadio…

Commento da Facebook
3 mesi fa
Reply to  Kassandra

Certo, la burocrazia italiana è un disastro e i tempi incerti fanno scappare chiunque. Su questo nessuno discute. Ma dopo 10 anni di Giulini alla guida, con un “provvisorio” diventato definitivo, la scusa dell’iter complicato inizia a fare acqua. Cellino ha fallito prima di lui, ok. Ma passare da 5 a 10 anni di tribolazioni non è un’attenuante, è un’aggravante. Altri imprenditori in Italia, pur tra mille difficoltà, alla fine un risultato concreto lo portano a casa. Giulini invece eccelle nel fare conferenze, interviste da vittima e scaricabarile su enti e Comune, mentre i tifosi si fanno altri anni in… Leggi il resto »

Il mediocre
3 mesi fa
Reply to  Kassandra

🤣🤣🤣🤣

Wolf
3 mesi fa

Vela cantate e ve la suonate, continuate cosi^

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