Ranieri: “Il calcio italiano deve cambiare. Pisacane ha vinto la sua scommessa”

L’ex tecnico rossoblù si racconta a tutto campo: dalla crisi della Nazionale ai ricordi di Cagliari, passando per il Leicester dei miracoli e il futuro del calcio italiano

Quando parla, niente è mai banale. Claudio Ranieri, ospite della trasmissione Magic Box, condotta da Bruno Corda e in onda su Canale Italia Sardegna, ha affrontato il tema del momento, quello legato al futuro della Nazionale italiana, sottolineando come il problema non possa essere risolto soltanto con la scelta del commissario tecnico.

Secondo l’allenatore romano, il calcio italiano necessita di interventi strutturali. Il numero ridotto di calciatori italiani impiegati stabilmente in Serie A rappresenta, a suo giudizio, una delle principali cause delle difficoltà azzurre. Per Ranieri, anche i club devono assumersi una parte di responsabilità, favorendo la crescita dei talenti nazionali e contribuendo a creare una base più solida per la selezione italiana.


Settori giovanili e calcio di strada: un patrimonio da recuperare

L’ex allenatore del Cagliari ha poi posto l’accento sull’importanza della formazione dei giovani. Il settore giovanile, per lui, resta il pilastro fondamentale per il futuro del movimento.

Ranieri ha ricordato i suoi primi passi nel calcio, quando oratori e piazze rappresentavano vere e proprie palestre sportive. Una realtà profondamente diversa da quella attuale, dove i ragazzi trascorrono molto più tempo davanti a schermi e dispositivi elettronici. Senza un ritorno alla pratica sportiva diffusa e spontanea, secondo il tecnico, sarà difficile invertire la rotta.


Fiducia a Pisacane e promozione per il suo Cagliari

Parlando dell’attuale Cagliari guidato da Fabio Pisacane, Ranieri ha espresso un giudizio positivo sul lavoro svolto dal giovane allenatore.

L’ex tecnico rossoblù ha evidenziato la complessità del passaggio dal settore giovanile alla Serie A, definendo notevole il salto compiuto dall’allenatore campano. La salvezza ottenuta con anticipo rappresenta, a suo avviso, la conferma della bontà della scelta fatta dalla società.

Ranieri ha sottolineato come sia inevitabile commettere errori all’inizio di un percorso, ma ha ribadito la necessità di concedere tempo e fiducia ai giovani tecnici, fondamentali per garantire il ricambio generazionale nel calcio italiano.


Prati e Gaetano sotto la lente

Tra i singoli, Ranieri si è soffermato su Matteo Prati e Gianluca Gaetano.

Sul primo ha evidenziato la necessità di maturare ulteriormente in un ruolo delicato come quello di regista davanti alla difesa. Per quanto riguarda Gaetano, invece, ha ammesso di essere rimasto favorevolmente colpito dalle sue prestazioni, soprattutto nella fase di costruzione del gioco.

L’ex tecnico rossoblù ritiene però che il centrocampista debba ancora crescere sotto l’aspetto difensivo, pur riconoscendo l’equilibrio trovato da Pisacane grazie anche al contributo di Deiola nel reparto centrale.


Il miracolo Leicester: “Un’alchimia irripetibile”

Impossibile non tornare sull’impresa che ha segnato la carriera di Ranieri: la storica conquista della Premier League con il Leicester.

L’allenatore ha definito quella stagione un evento unico e irripetibile, nato dall’immediata sintonia creata con un gruppo di giocatori affamati e desiderosi di stupire. Alcuni accorgimenti tattici e la valorizzazione delle caratteristiche di elementi come Jamie Vardy e Riyad Mahrez permisero alla squadra di compiere quella che resta una delle più grandi favole sportive della storia moderna.


Prima i giocatori, poi il modulo

Ranieri ha ribadito una filosofia che ha accompagnato tutta la sua carriera: adattare il sistema di gioco alle qualità dei calciatori a disposizione.

Per il tecnico romano, l’allenatore non deve essere schiavo di uno schema prestabilito, ma costruire la squadra attorno alle caratteristiche dei propri interpreti, cercando sempre il miglior equilibrio possibile.


Il ritorno in rossoblù e la notte di Bari

Tra le emozioni più forti della sua carriera, Ranieri ha indicato senza esitazioni la finale playoff vinta contro il Bari.

Il ritorno a Cagliari fu accompagnato da entusiasmo ma anche da timori, legati alle aspettative di una piazza che lo considerava già una leggenda. A convincerlo definitivamente fu anche un messaggio di Gigi Riva, che lo spinse a mettere da parte ogni esitazione per aiutare ancora una volta il club.

La promozione conquistata al San Nicola resta, nelle sue parole, uno dei ricordi più intensi e indelebili della sua vita professionale.


“Troppi stranieri, così l’Italia perde competitività”

In chiusura, Ranieri ha lanciato un nuovo allarme sullo stato del calcio italiano.

L’ex allenatore rossoblù ritiene eccessiva la presenza di calciatori stranieri nei campionati professionistici e denuncia le difficoltà dei commissari tecnici nel lavorare con continuità sui giocatori. Per l’allenatore romano, senza una revisione delle strategie e senza investimenti concreti sulla crescita dei talenti italiani, sarà sempre più complicato riportare il movimento ai livelli che lo hanno reso un punto di riferimento mondiale.

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8 Commenti
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Francesco
3 mesi fa

certo…. pepcane ha vinto la SUA scommessa, hai ragione, ma quella scomessa l’abbiamo persa noi tifosi, con una squadra del genere, un qualsiasi altro allenatore, avrebbe raggiunto migliori risultati, SOPRATUTTO sul piano del gioco, e sul piano morale sulla gestione di certi calciatori, pisacane bruttissima persona, oltre che incapace.

alchie
3 mesi fa
Reply to  Francesco

Dissento in tutto. Soprattutto per i toni inaccettabili con i quali insulti un professionista che ha sempre fatto il massimo sia da giocatore che da allenatore.
Non capisco perché non si riesce a scrivere serenamente le proprie idee senza ricorrere alla maleducazione.

Stefano ❤️💙
3 mesi fa

Presente ❤️💙

Maurizio64
3 mesi fa

Ci vorrebbero tanti allenatori tipo Baldini,che ha chiamato in Nazionale tutti ragazzi vogliosi di mettersi in mostra e molti di questi,purtroppo,fannolla fortuna di molte squadre straniere.

Commento da Facebook
3 mesi fa
Reply to  Maurizio64

Baldini non è uno stupido ha chiamato i ragazzi che convoca con l under 21 per far fare loro esperienza…. ritiri più assieme

Margiani A2
3 mesi fa
Reply to  Maurizio64

Se arriverà Conte vedrai i giovani che fine faranno. Non so cosa potrebbe fare con questa pseudo nazionale

Giuanicheddu
3 mesi fa
Reply to  Maurizio64

Queste convocazioni di Baldini lasciano il tempo che trovano…. appena ci sarà il nuovo commissario tecnico, voglio vedere quanti di questi giovani verranno convocati….forse tre max quattro non di più

Nico
3 mesi fa

Più che altro il problema è che questi ragazzi non vengono chiamati. Che poi giochino in Italia o in altri campionati esteri importanti conta poco. Se ti esprimi ad alti livelli in premier o liga ti dovrebbero chiamare comunque.

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